Nuova svolta nella crisi della Riello: annunciati altri settantuno esuberi
Non manca la preoccupazione a Morbegno per le decisioni della Riello sui dipendenti

Nuova svolta nella crisi della Riello: annunciati altri settantuno esuberi

L’azienda veneta interviene nello stabilimento di Legnago, timori pure a Morbegno. Fumagalli: «Occorre dare certezze sul mantenimento degli accordi. Incontro a breve».

La Riello cambia di nuovo, o sembra cambiare di nuovo orizzonti e si torna a trattenere il fiato a Morbegno. Il colosso veneto della termomeccanica con sedi in Valtellina, Lecco, Piombino Dese, Volpago, fabbriche in Polonia e in Cina ha annunciato in questi giorni settantuno esuberi sul sito cardine della sua produzione, a San Pietro di Legnago, Verona.

Queste nuove misure seguono i 15 trasferimenti attivati dalla proprietà poco più di un mese fa a Lecco. I dipendenti erano stati trasferiti con scelta unilaterale sul sito di Verona, molti si sono messi immediatamente in mobilità. Di Viessmann, il marchio tedesco che doveva rilevare l’asset caldaie murali Riello, non si hanno più notizie e queste “mosse” della proprietà sembrano ridisegnare un futuro per l’azienda tutto di nuovo nelle mani del gruppo veronese.

«La scorsa settimana – ha chiarito Davide Fumagalli, segretario della Fim Cisl di Sondrio – Riello ha annunciato a Legnago questi esuberi: sono una cinquantina di impiegati e circa venti operai. Insieme a questa riduzione è stata anche espressa l’intenzione di azzerare tutti gli elementi economici contrattati a livello aziendale, si annullerebbe qualsiasi integrazione rispetto al contratto base».

«Lo scorso anno a Legnago – ha anche spiegato – erano uscite in mobilità volontaria altre cinquanta persone, poi c’è stata la scelta di spostamenti da Lecco e questi passi sembrerebbero indicare che Riello stia muovendosi nella direzione di proseguire. Portando avanti le aziende. Trapela anche come indiscrezione un preannunciato piano industriale per i prossimi anni che manterrebbe in sostanza gli asset che oggi il gruppo detiene».

«Insomma, andrebbe da solo e sembrerebbe tramontare l’ipotizzata cessione delle caldaie a Viessmann, anche se nulla vi è di ufficiale. Per quanto riguarda Legnago – ha sempre detto Fumagalli –, finora la casa madre non era stata toccata da ristrutturazioni, ma certo qualcosa in termini di ridefinizioni si sta muovendo». Si muove Riello e l’attenzione si accende a Morbegno.

«Il nostro sito – ha ancora chiarito il dirigente Cisl – sul piano delle ristrutturazioni ha già dato. Abbiamo chiesto immediatamente un incontro e avremo una risposta a strettissimo giro». «Per quanto riguarda lo stabilimento di Morbegno, occorre dare certezze sul mantenimento degli accordi. Vanno capite le intenzioni sul prodotto a breve e medio termine. Andremo a chiedere la certezza che gli scambiatori del gruppo vengano prodotti qui. Che gli investimenti avviati proseguano, che a Lecco, sede della ricerca e dello sviluppo del gruppo, prendano vita nuovi progetti. Noi chiediamo un’accelerazione sugli investimenti mirati in particolare ai macchinari, al processo produttivo. Adeguando il tutto alle prossime sfide del settore che richiede cambi nei materiali, coltivando i mercati. Abbiamo il sostegno degli enti locali e chiederemo anche alla Regione di fare la propria parte».


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