Negozi storici, cerimonia a Milano  Tre riconoscimenti alla provincia
Alimentari Rossi (Valmasino), Re Luciana casalinghi e Bordoni (1926) abbigliamento: sfila la Bassa Valle

Negozi storici, cerimonia a Milano

Tre riconoscimenti alla provincia

Due attività a Morbegno e una in Valmasino inserite nel registro regionale. Commercianti con lunghe radici piantate nel passato ma vogliosi di contare anche nel presente.

A febbraio l’annuncio ufficiale, ieri la festa a Milano. Ricordi con qualche velo di nostalgia, fierezza per una vita dedicata al proprio lavoro, consapevolezza del ruolo esercitato nel passato, ma anche e soprattutto una grande voglia di fare e contare molto nel presente e nel tempo che verrà. Tante e intense le emozioni vissute dai partecipanti alla cerimonia, ospitata all’auditorium Testori di palazzo Lombardia a Milano, per la premiazione dei 109 negozi storici lombardi entrati a far parte nell’arco del 2017 dell’esclusivo registro dedicato dalla Regione alle ultracinquantenarie attività presenti sul suo territorio, in tutto 1580 dal 2004 (anno dell’istituzione della speciale iniziativa) a oggi. Di esse, tre hanno le proprie radici in Valtellina e hanno tutte presentato la richiesta di riconoscimento tramite l’Unione commercio e turismo, di cui sono socie.

Si tratta del negozio di abbigliamento Bordoni (1926) e di quello di casalinghi e articoli da regalo Luciana Re, entrambi di Morbegno e situati rispettivamente in via Vanoni 1/3 e in via Garibaldi 64, e dell’alimentari Rossi di Valmasino, questo fresco di nomina, in via Marconi 10 a Cataeggio.

Dopo il benvenuto dell’assessore allo Sviluppo economico Mauro Parolini e del vicepresidente vicario di Confcommercio Renato Borghi («È per noi un segno di riconoscenza verso tanti imprenditori che contribuiscono a trasmettere un patrimonio di valori, identità e professionalità alle generazioni future»), i titolari dei negozi, in molti casi accompagnati da familiari, sono stati chiamati ad uno ad uno sul palco dell’auditorium per ricevere il premio consistente in un diploma con la qualifica loro attribuita dalla Regione, nel caso dei tre negozi valtellinesi quella di storica attività. Negozi speciali, che hanno fatto e continuano a fare la storia del commercio lombardo, con il loro insostituibile e perciò preziosissimo patrimonio di esperienza, di conoscenza dei prodotti - ciascuno nella rispettiva area di competenza -, di professionalità e di affidabilità nel rapporto con i clienti.

Uno scrigno di qualità stratificate nel tempo con pazienza e appassionata dedizione, impossibile da improvvisare. Con grande emozione - felici, orgogliosi e gratificati di essere nell’affollatissima sala Testori insieme a tanti colleghi lombardi - i commercianti valtellinesi intervenuti all’evento - Roberto Bordoni con il figlio Giovanni, Luciana Re con la figlia Valentina Bertòla, Fausto Rossi con il figlio Michele - hanno presenziato alla cerimonia, ripercorrendo con la mente le storie di successo commerciale, di valori e tenacia delle loro imprese: l’alimentari Rossi dal 1912, l’attività di Roberto e Giovanni Bordoni dal 1926, quella di Luciana Re dal 1954.

«A portare avanti le pratiche del caso è stato mio figlio Giovanni, che porta il nome di mio padre al quale si deve l’avvio dell’attività - ci aveva raccontato Roberto Bordoni quando l’assegnazione del titolo era diventata ufficiale -. Da Sondrio mio padre, figlio di un altro commerciante, ma di mucche, che aveva le stalle in via Vecchio Macello, scelse di spostarsi a Morbegno con un piccolo negozio di scampoli prima in fondo a via Garibaldi, poi a metà della stessa via seguendo l’evoluzione commerciale di Morbegno». In Bassa Valle crea un negozio di tessuti, quindi in piazza Marconi, nel ’49, le prime confezioni. «Poi mio padre ebbe l’intuizione nel ’54 di spostarsi nella sede attuale, dove nacque via Vanoni, che prima era periferia. Io gli subentro nel ’61 finito di studiare e in questi 91 anni, ampliando gli spazi e investendo in altri punti vendita, abbiamo sempre mantenuto il nostro marchio di fabbrica: prodotti di qualità a livelli alti noti in tutta la provincia».

La storia del negozio Re, invece, parte nel 1954 da Augusto Re di Santa Croce e Alda Fascendini di Pilasco, che sposandosi si spostano a Morbegno dove si suggella la loro storia d’amore, ma anche il loro spirito imprenditoriale. «La loro prima attività si chiama “Ditta Re Augusto” - ci aveva raccontato la figlia Luciana, oggi titolare del negozio -. È grazie a un amico rappresentante che i miei genitori, sposini da poco, sono riusciti a portare avanti la loro nuova avventura economicamente rischiosa, ma nella quale credevano: il negozio di via San Giovanni». Che inizialmente tratta articoli e materiale elettrico - il signor Augusto era elettricista - per poi inserire piccoli e grandi elettrodomestici. Nel 1970 c’è lo spostamento in via Garibaldi «cuore del commercio cittadino. Quindi nel 1994 i miei mi cedono l’attività e il negozio diventa “Re Luciana” dove si trovano soprattutto casalinghi e articoli regalo, senza dimenticare un spazio riservato ai piccoli elettrodomestici e ai materiali elettrici di uso comune».

Alimentari Rossi

Anche l’attività in Val Masino da oltre un secolo viene tramandata dalla famiglia Rossi, di padre in figlio. Le prime testimonianze scritte risalgono agli inizi del Novecento (gennaio 1912) quando Giacomo, classe 1873, inaugurò l’attività di “prestino” (forno) e di “osteria senza cucina e senza alloggio” in via Filorera, attuale frazione di Cataeggio. Nel dopoguerra, a seguito della morte del signor Giacomo avvenuta nell’aprile 1945, la sorella Anella porta avanti l’osteria, il forno e il negozio al minuto di alimentari che gestirà fino al 1958, quando le subentrerà il figlio, Fausto Albino. Siamo così alla terza generazione e, nonostante l’introduzione di nuovi beni in vendita, l’anima del negozio non muta e continua a sfornare il pane e i sostanziosi dolci tipici e a base di farina e frutta secca: il Bongio e la più nota Bisciola (che qui viene chiamata Besciola). Dopo una gestione durata 40 anni, anche Fausto Albino affida l’attività ai figli, Enrica e Michele, che ancora oggi gestiscono con passione e tenacia questo scrigno di tipicità.


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