«Mettevi in regola, è l’ultima chance»
La dogana di Villa di Chiavenna: la voluntary disclosure è un’occasione anche per i frontalieri

«Mettevi in regola, è l’ultima chance»

I sindacati sono chiari: restano meno di due mesi per sfruttare l’opportunità della voluntary disclosure. Frontalieri e pensionati che definiscono ora la loro posizione avranno sanzioni limitate, dopo saranno più alte.

I sindacati non hanno dubbi: la voluntary disclosure bis è l’ultima chance per mettersi in regola. Per sfruttare quest’opportunità restano meno di due mesi. Dopo le ultime novità – relative a pensioni e rendite – emerse in settimana alla Commissione bilancio della Camera, che ha approvato l’aliquota del 5% sul secondo pilastro, il patronato Inas Svizzera e la Cisl di Sondrio si rivolgono con un appello ai lavoratori valtellinesi e valchiavennaschi occupati in Svizzera e chiamati a regolarizzare la propria posizione.

Il senso dell’intervento è chiaro: o lo si fa adesso con sanzioni limitate, oppure in caso di controlli futuri i costi potrebbero essere molto più elevati. Senza trascurare, naturalmente, l’aspetto etico, visto che le tasse vanno pagate indipendentemente dalla sede di lavoro. La voluntary bis è una procedura straordinaria con la quale il contribuente italiano, attraverso la propria collaborazione volontaria, è tenuto a definire la propria posizione fiscale pregressa. Può far emergere, spontaneamente, beni mobili e immobili detenuti all’estero in violazione del monitoraggio fiscale. Dopo una prima iniziativa nel 2015, nello scorso autunno è partita la voluntary bis che si allinea con l’entrata in vigore – dal prossimo anno - dello scambio automatico internazionale di informazioni fiscali. «Sono stati riaperti i termini per la regolarizzazione delle posizioni reddituali e di capitale con la Svizzera – premette dall’ufficio di Sankt Moritz Ivan Cameroni, responsabile dell’Inas sul fronte svizzero -. Mentre nei giorni di scorsi abbiamo registrato le novità favorevoli ai pensionati, che potranno versare il 5% sul secondo pilastro, ora ci concentriamo sui lavoratori». La vd è rivolta a italiani con permessi B (dimora), C (domicilio) L (stagionali) e Aire con famiglia residente in Italia, da valutare caso per caso. «La situazione è legata a diverse variabili, a cominciare dalla sede effettiva dei propri interessi, e ricordiamo che per il calcolo dell’imposta, in caso di lavoratori che vivono in Svizzera, è previsto l’utilizzo dei redditi tabellari. In pratica si versa l’Irpef per il reddito che in Italia si percepisce svolgendo la stessa professione per la quale si è impiegati in Svizzera».

Ma la vd bis riguarda anche frontalieri o pensionati con conto bancario o investimenti nella Confederazione oppure fuori fascia di confine e lavoratori in prepensionamento. La vd bis interessa anche i titolari di rendite da secondo pilastro o Suva non professionali, di invalidità e di vecchiaia (Avs) accreditate su conto in Svizzera e i proprietari di immobili all’estero. «Si possono sanare varie situazioni – aggiunge Cameroni -. In particolare le dichiarazioni omesse o infedeli per attività finanziarie all’estero e redditi prodotti all’estero nei periodi di imposta 2009-2015. Vorrei ricordare che se le posizioni non verranno sanate, in caso di controlli le sanzioni saranno relative agli ultimi dieci anni e ben più elevate di quelle previste in questa fase». Il termine per la presentazione telematica delle domande è il 31 luglio. La Cisl di Sondrio è a disposizione per tutte le informazioni e per la gestione delle pratiche, in collaborazione con alcuni studi di commercialisti convenzionati, sia nelle sedi valtellinesi, sia a Sankt Moritz.


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