Maxi investimento sull’innovazione al Nuovo Pignone

Talamona, spesi 5,5 milioni per una linea produttiva . Un centro d’eccellenza per i componenti di turbine a gas: «Entro quest’anno previste 15 assunzioni di lavoratori».

Maxi investimento sull’innovazione al Nuovo Pignone
Il momento del taglio del nastro

Innovazione, investimenti, industria 4.0 e aumento dell’occupazione di qualità. Non sono molti i luoghi, in Valtellina, dove questi temi vengono non solo discussi, ma anche messi in pratica con costanza.

Uno è senza dubbio lo stabilimento Baker Hughes a GE company Nuovo Pignone di Talamona, dove ieri è stata inaugurata la linea produttiva che permetterà di realizzare i rivestimenti superficiali – denominati “coating” - per componenti delle turbine a gas – come ad esempio le pale – già prodotti all’interno del sito valtellinese. Frutto di un investimento di 5,5 milioni di euro, si tratta di un ulteriore passo in avanti di quello che è già riconosciuto come un vero e proprio centro di eccellenza globale per la produzione di componenti strategici delle turbine a gas nell’industria del settore oil&gas. Proseguono gli investimenti Quest’ultimo intervento fa parte di un piano di investimenti iniziato nel 2013, che ha visto mettere in campo quasi venti milioni di euro in macchinari e tecnologie nuove. Queste ultime risorse hanno permesso di portare nel sito di Talamona tecnologie derivate dai motori aeronautici e quindi nuove competenze, aggiungendo una produzione che in passato veniva realizzata da fornitori stranieri, rendendo disponibili le tecnologie più avanzate per la deposizione e la diffusione di strati metallici protettivi come la termospruzzatura, la spruzzatura e iniezione a freddo, l’elettrodeposizione galvanica e i trattamenti termici in alto vuoto.

«La nuova linea di coating permetterà di combinare lavorazioni di elevata qualità e tecnologia a un risparmio dei costi di produzione e di logistica, con notevoli benefici anche in termini di abbattimento delle emissioni di CO2, che abbiamo quantificato in circa 70 tonnellate in meno per ogni anno», ha dichiarato prima del taglio del nastro Davide Marrani, vice president Global Supply Chain Tps di Baker Hughes. Marrani ha aggiunto che con il completamento di questo progetto il sito diventa sempre più centrale nelle strategie di Baker Hughes Nuovo Pignone e di tutto il business Tps, «con la realizzazione di componenti ad alto valore tecnologico per le turbomacchine progettate, realizzate e collaudate nei siti italiani del gruppo, contribuendo in maniera rilevante a quella che è una vera e propria eccellenza italiana riconosciuta a livello globale».

Marrani ha sottolineato che «su tutto lo stabilimento si è sviluppata l’Industria 4.0 con l’automazione e la digitalizzazione, anche grazie alla disponibilità dei collaboratori e al supporto delle istituzioni». Ha inoltre anticipato «che questo connubio vincente porterà sicuramente a nuove assunzioni e a una crescita del lavoro sul territorio». Nello specifico entro la fine dell’anno sono previste ben 15 assunzioni di lavoratori provenienti prevalentemente dalla Valtellina.

Anche Emanuele Pietrangeli, responsabile dello stabilimento di Talamona, ha ribadito l’importanza della sinergia con il territorio attraverso istituzioni e scuole. «Abbiamo bisogno di energie nuove e fresche e di ragazzi che ci facciano crescere sempre di più - ha spiegato -. Questo momento rappresenta una conferma dello slancio all’innovazione della dirigenza societaria, che qui si è tradotto in investimenti e nuove tecnologie che hanno reso Talamona un centro d’eccellenza». Pietrangeli si è soffermato sulla centralità «del connubio tra tecnologie e persone: questo significa fare innovazione e andare verso la digitalizzazione».

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