Giovedì 29 Agosto 2013

Maturazione uva, annata tardiva

Ha influito il meteo anomalo

Il ritardo è di circa 5 giorni sulla media ventennale

Quella in arrivo sarà un’annata tardiva per la maturazione dell’uva. Si parla di un ritardo stimato in circa 8-12 giorni rispetto alle annate precoci, e di circa 5 giorni sulla media ventennale.

Il dato è stato riferito ieri dai tecnici della Fondazione Fojanini di Sondrio che hanno effettuato le prime valutazioni analitiche sulla produzione stimata per il 2013. Analisi chimiche che servono a valutare il trend di maturazione dell’uva e che vengono condotte su vigneti guida costantemente monitorati dai tecnici da quindici anni a questa parte così da avere una quadro chiaro dell’andamento della maturazione.

«I primi dati - dice Graziano Murada, direttore della Fondazione Fojanini - ci inducono a paragonare l’annata in corso con quelle tardive del 2001 e del 2008 e questo perché lo sviluppo della vite è stato fortemente influenzato dall’andamento anomalo del meteo di inizio stagione. La vite, infatti, già in ritardo vegetativo dopo il riposo invernale, ha sofferto le giornate molto piovose e fredde di maggio tali da causare un ritardo, a inizio giugno, dello sviluppo, di 10-15 giorni rispetto alla media trentennale».

È vero che, poi, c’è stata una ripresa a luglio e, soprattutto, «le temperature in forte rialzo - insiste Murada - rilevate ad agosto hanno permesso un lento, ma graduale recupero della fase fenologica seppur accompagnato, nella seconda decade di agosto, da un inizio di stress idrico. Nell’ultima settimana, però, le piogge hanno ripristinato il naturale equilibrio della pianta che, ora, è nella condizione ottimale per iniziare la fase di accumulo di zuccheri nei grappoli».

Che è proprio quella che fa la differenza, poi, rispetto alla qualità del prodotto. «La qualità sanitaria, estetica, delle uve - precisano i tecnici della Fojanini - è elevata a dimostrazione della grande professionalità degli operatori viticoli valtellinesi. La carica produttiva è media nella fascia al di sotto dei 500 metri di altitudine, quella, peraltro, più vitata, mentre al di sopra di tale quota la quantità è inferiore rispetto alla media ventennale. Quanto alla colorazione dell’uva, cosidetta, invaiatura, è al 60-70% nelle aree più precoci, mentre sopra i 500 metri la percentuale scende al 30-40%».

In una parola, occorrerà pazientare prima di vedere il grappolo maturo, pronto per essere tagliato e riposto in cassetta. Un ritardo, però, che non preoccupa più di tanto i tecnici Fojanini, tanto più, che le condizioni meteo attuali hanno contribuito non poco ad alleviare il gap idrico prodottosi «tant’è che solo in pochi casi - dicono i tecnici - e per quelle viti poste in condizioni estreme, si notano sintomi di stress idrico che, però, le piogge recenti stanno facendo rientrare. Tant’è che l’efficienza fogliare è ottima con un’elevata attività foto sintetica dove è stato lasciato almeno un rapporto di un metro quadro di parete fogliare per chilogrammo di uva».

In una parola, nonostante tutto il ritardo del caso, la maturazione della vite sta procedendo bene e ci sono le condizioni per una vendemmia di qualità. Dopodiché molto dipende dal meteo di settembre quando le analisi dei tecnici Fojanini andranno ad interessare anche il colore dell’uva e il contenuto di tannino, oltre all’apporto di acidi organici come il malico e il tartarico.

© riproduzione riservata