Lo street food  contagia il lago  «Ma occhio ai falsi»
Matteo Redaelli e Aldo Rotunno, fondatori dell’azienda “Tipico eventi”

Lo street food

contagia il lago

«Ma occhio ai falsi»

La storiaIn Lombardia attività cresciute del 96%

I lariani di “Tipico Eventi” da 5 anni girano l’Italia

«Settore in crescita, serve fare attenzione ai prodotti»

Street food in Lombardia: i numeri sono da record. Non è più solo una tradizione, legata al regionalismo e alla buona cucina, che dalle sue radici nel Sud è stata importata in tutta Italia. Non è più solo una moda, scoppiata tra i giovani, accanto all’aperitivo e al takeaway. Quello di passeggiare, gustando specialità eno-gastronomiche per le vie delle nostre città, tra track food e tavolini vista centro storico, lago o montagna, è un settore che sta prendendo sempre più piede nella scena dell’economia lombarda.

Dagli arancini ai cannoli

In cinque anni (tra il 2014 e il 2019) le attività lombarde sono cresciute del 96%, contro il più 49% registrato come tasso di crescita medio nazionale. Quattrocento in regione su 3 mila in tutto il Paese, secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su fonte registro imprese. A Sondrio, Lodi e Varese l’impennata di addetti al comparto non ha precedenti. Tutti pazzi per gli arancini, il panino col polipo, ma anche per le birre artigianali, i cannoli e le specialità che raccontano l’eccellenza italiana. Street Food ormai fa marchio a sè, un marchio e una filosofia sotto cui si raccolgono esperienze diverse e diversificate, ma che condividono l’idea del cibo itinerante come forma di socialità, di conoscenza e di fatturato. Lo sanno bene Aldo Rotunno e Matteo Redaelli, fondatori dell’azienda comasca Tipico eventi, che sta portando in giro, da 5 anni per lo Stivale una collaudata formula di Street Food che mette insieme qualità del prodotto ed eventi musicali o pirotecnici in grado di raccogliere anche 100mila persone, come nel caso del primo maggio a Monza. Partiti dal laghetto di Novedrate, i due hanno toccato Cattolica, Fiuggi, Marina di Pescoluse nel Salento, Graziano Visconti, tutte le località del Lago di Como e chi più ne ha più ne metta e hanno letteralmente cavalcato l’onda.

Operatori e marchio

«Certo il settore è cresciuto – ci spiegano – ma di pari passo è aumentata anche la concorrenza e non sempre leale. Ci sono più operatori sul mercato e il marchio Street food è stato inflazionato e a volte usato senza proporre dei contenuti di eccellenza. Per noi ha significato meno introiti nell’ultimo anno, ma allo stesso tempo la voglia di lavorare sul progetto e proporre nuovi format. Sono nati i festival a tema: pugliese, emiliano, della carbonara e latino e l’idea di spingere sulla musica live e sugli spettacoli. Domani ad esempio saremo a Mariano Comense, in piazza Mercato per il Ferun, con i nostri 20 track e l’iniziativa delle fontane danzanti». Intorno a ogni evento di Tipico Eventi ci lavorano circa 50 persone. «Per il prossimo anno l’obiettivo è portare in scena un festival tutto lariano».

Il settore è quindi evoluzione, ma sempre più profonde si fanno le differenze tra operatori qualificati e associazioni che improvvisano. Tra gli operatori si tratta soprattutto di piccole imprese in cui però lavorano quasi 4.500 addetti in Italia, il 12.5% dei quali (circa 500) in attività lombarde. Roma e Milano sono prime per attività, con circa 200 ciascuna, seguite da Lecce (133), Torino (131) e Napoli (98). Per crescita percentuale in cinque anni si distinguono Sondrio (da 1 a 8 imprese +700%), Reggio Calabria (da 5 a 17 imprese +240%), Lodi (da 4 a 12 imprese +200) e Varese (da 11 a 30 imprese +172,7%) anche se è Milano il territorio dove in numero assoluto le imprese crescono di più, circa 100 attività in più dal 2014, +109%. Un settore che vale 19 milioni in Italia, di cui oltre 3 milioni in Campania e Emilia Romagna, oltre 2 milioni in Lazio, in Sicilia e in Lombardia.

In Lombardia le imprese femminili pesano il 25% del settore e crescono del 94% in cinque anni mentre è uguale il peso di imprenditori giovani o nati all’estero, 19% ciascuno, con una crescita rispettivamente del +114% e +108%.


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