L’industria alimentare è in salute
Il totale della produzione Igp di bresaola ammonta nel 2018 a 13.400 tonnellate

L’industria alimentare è in salute

Bresaola da record (più 3,4% di produzione Igp), buoni riscontri dal dolciario e dalle acque minerali. Boscacci (Flai-Cgil): «Un 2018 positivo per tutto il settore, ora si rileva una stagnazione da tenere sotto controllo».

Bresaola da record, buoni riscontri dal settore dolciario e dalle acque minerali. Niente crisi per il settore alimentare, nonostante la frenata generalizzata che si osserva negli ultimi mesi nell’industria italiana e, secondo i primi riscontri delle associazioni delle imprese, anche in ambito locale. Ecco la panoramica che emerge dalle analisi della Flai-Cgil, organizzazione dei lavoratori dell’agroindustria guidata da Vittorio Boscacci.

«Crisi no, anche se si riscontra un certo rallentamento - premette il sindacalista della Camera del lavoro -. È stato un 2018 positivo per l’industria alimentare in provincia di Sondrio, in linea con quanto osservato a livello nazionale. E proprio in corrispondenza con il trend italiano, alla fine dell’anno si è fermata la crescita. Si rileva una stagnazione da tenere sotto controllo». Questa è la fotografia generale. Ma ci sono dati molto significativi dal comparto della bresaola Igp. «Il totale della produzione Igp del 2018 ammonta a 13.400 tonnellate, con un significativo più 3,4% rispetto all’anno precedente», sottolinea Boscacci. Dati in linea con quelli emersi in occasione di un recente evento aziendale, nel quale è stata evidenziata la crescita del valore nello stesso periodo da 395,8 a 411,8 milioni di euro (+4,2%). Boscacci si sofferma con particolare attenzione sulla Rigamonti, azienda che sembra essersi lasciata alle spalle, nell’epoca dell’ad Claudio Palladi, la crisi. È stata superata anche grazie a un accordo con il sindacato. «È tornata ad avere più di 150 dipendenti a tempo indeterminato e 30 in somministrazione, per i quali auspichiamo una stabilizzazione. Siamo in attesa di affrontare la questione del contratto integrativo e di conoscere i piani della società a livello di ristrutturazione degli spazi di lavoro». Altre novità, aggiunge Boscacci, «arrivano dalla Del Zoppo che ha confermato 7 dipendenti raggiungendo quota 94, ai quali si aggiunge un numero equilibrato di somministrati». E mentre non si è ancora registrato il ritorno sul mercato delle bottiglie di Frisia e Bernina, per le acque minerali l’andamento è positivo «grazie a Levissima che è stabile nei volumi e offre 250 posti fissi e 70 da stagionali, con investimenti costanti nello stabilimento di Cepina e ricadute importantissime sul territorio dell’Alta Valtellina».

Intanto alla Galbusera - società da 353 dipendenti fissi e in media 100 stagionali - si avvicina la discussione per il contratto di secondo livello. «Non parleremo soltanto di salario, ma anche di assunzioni dei precari». A Gordona la Sperlari, nel quadro di un contesto non esaltante del mercato delle caramelle che perde a livello nazionale il 2,5% in termini di produzione, ha sottoscritto il contratto aziendale e ha assunto con la formula dello staff leasing 16 lavoratori. Si affiancano ai 47 dipendenti. Ma al di là dei bilanci, nell’analisi di Boscacci c’è spazio anche per una riflessione sulla situazione del mercato del lavoro.

«Anche in questo settore il capitale umano è fondamentale ed è un valore aggiunto per quelle che spesso definiamo eccellenze del territorio - osserva il sindacalista della Flai-Cgil -. Bisogna creare le competenze e le conoscenze adeguate per cogliere le opportunità della digitalizzazione dell’industria. Questo percorso necessità di una formazione adeguata, anche in termini di tempo, e non è semplice realizzarla se abbiamo moltissimi lavoratori vicini alla pensione, ma non ancora nelle condizioni di smettere di lavorare. In questo settore - è l’amara conclusione di Boscacci - “quota 100” non ha portato benefici».


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