«Dazi, Brexit e Germania: si soffre»
La difficile situazione internazionale pesa sull’export del nostro Paese

«Dazi, Brexit e Germania: si soffre»

Piccole impreseGli scenari difficili a livello internazionale si riflettono sull’export delle aziende artigiane

Riva: «La nostra provincia da gennaio a settembre 2019 ha esportato per 3.277 milioni di euro, pari al -2,9%»

Proprio nelle ultime ore gli Stati Uniti hanno sottoscritto con la Cina un primo accordo finalizzato a ripianare la diatriba economica che ha portato a una vera e propria guerra dei dazi tra le due potenze commerciali, le cui conseguenze si sono riversate a cascata anche sul tessuto produttivo europeo, italiano e – nella fattispecie – lecchese. Le prospettive, però, non sono ancora rosee per la nostra economia: al di là del fatto che ci sono altri step attesi e fondamentali tra Trump e Xi Jinping, a gravare sulla situazione continua infatti a essere la frenata tedesca, che ha zavorrato pesantemente tutto il comparto legato all’automotive in particolare, cui si è aggiunta la Brexit.

Il risultato di questo rallentamento, che si è iniziato a palesare poco meno di un anno e mezzo fa, è il calo dell’export del manifatturiero lecchese, che nel periodo della crisi scoppiata nel 2008 era stato invece il salvagente della nostra economia. Un trend che purtroppo caratterizza anche questo inizio di anno.

«In questo avvio di 2020 – è intervenuto il presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Daniele Riva – sulle nostre aziende gravano alcuni fattori di incertezza che influenzano negativamente il commercio estero. In primis i dazi americani che potrebbero vedere coinvolto soprattutto il settore della produzione agroalimentare. Il 31 gennaio, salvo ulteriori colpi di scena, scatterà la Brexit e queste settimane sono decisive per la definizione di un accordo di commercio in grado di attenuare gli effetti sugli scambi commerciali dell’uscita del Regno Unito dall’UE. Infine, la frenata tedesca sta determinando sensibili effetti sulla domanda made in Lombardia e made in Lecco con flessioni dell’export che rappresentano un campanello d’allarme».

A suscitare preoccupazione sono i dati relativi all’andamento della nostra economia nei primi tre trimestri dello scorso anno. «La nostra provincia da gennaio a settembre 2019 ha esportato per il settore manifatturiero 3.277 milioni di euro con una variazione tendenziale pari a -2,9% - ha ricordato Riva -. Per quanto riguarda le divisioni ad alta concentrazione di MPI abbiamo esportato 1.130 milioni di euro con una variazione del 4,2% sullo stesso periodo del 2018, ma ricordiamo che il valore era del 4,7% se si rapporta 2018 con 2017. Una flessione che deve farci riflettere sull’andamento globale della nostra economia».

A rilevare l’andamento difficile dell’export è stato l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, che infatti ha evidenziato come in alcuni comparti Lecco faccia segnare un segno positivo, ma inferiore rispetto a quello dello stesso periodo (gennaio-settembre) dell’anno precedente, indice di una contrazione considerata appunto preoccupante.


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