La grande sete: più acqua alla pianura

Il tavolo di coordinamento I produttori idroelettrici da ieri hanno aumentato i rilasci a supporto dell’agricoltura

La grande sete: più acqua alla pianura
Il fiume Adda in secca all’altezza della Sassella, alle porte di Sondrio
(Foto di foto Gianatti)

Ghiacciai in esaurimento, temperature più alte della media, piogge quasi inesistenti, ventilazione calda che secca i suoli. E il Po che non era mai stato così basso da 70 anni, Forse a un certo punto bisognerà anche smetterla di parlare di “bel tempo” in riferimento a una giornata contrassegnata dall’assenza di precipitazioni. Perché senza acqua, bene primario per definizione, è in pericolo la nostra stessa sopravvivenza. In decine di Comuni piemontesi e lombardi sono già in azione le autobotti di approvvigionamento con sospensioni notturne dell’acqua, mentre il Po è diventato un lungo acquitrino.

Per far fronte all’emergenza siccità i produttori idroelettrici lombardi da ieri hanno aumentato i rilasci dell’acqua a supporto dell’agricoltura. La decisione è stata annunciata nell’ambito del tavolo di coordinamento convocato da Regione Lombardia, rappresentata dall’assessore regionale alla Montagna, Massimo Sertori, e a cui hanno partecipato Terna, i regolatori del lago di Iseo e del lago di Como e del lago Maggiore, i rappresentanti di Enel, A2A (che aveva già comunicato mercoledì la decisione) ed Edison.

I quantitativi al giorno

«Ringrazio per l’impegno assunto da tutte le parti - ha spiegato Sertori -, in particolare dai produttori idroelettrici nell’incrementare la produzione che permetterà di rilasciare un totale di 4 milioni di metri cubi di acqua al giorno per il bacino dell’Adda, e quasi un milione per il bacino dell’Oglio».

Il tutto per far fronte all’attuale situazione di crisi idrica dovuta al perdurare dell’assenza di piogge. «Rispetto al lago Maggiore - ha puntualizzato l’assessore - sarà mia cura prendere contatti con le autorità svizzere per valutare rilasci dai produttori idroelettrici della Confederazione».

L’obiettivo resta quello «di garantire il più possibile l’irrigazione a valle e in pianura». E in questa situazione drammatica «la scelta regionale di coordinare tutti gli attori coinvolti, avviata con il presidente lombardo Attilio Fontana lo scorso marzo - ha proseguito - continua a essere la modalità più concreta per far fronte all’emergenza siccità».

Nelle campagne

«Nelle campagne c’è grande preoccupazione per il calo delle rese delle coltivazioni, dall’orzo al frumento, dai foraggi al mais». Così il vicepresidente di Coldiretti Lombardia, Paolo Carra, che ha accolto «con soddisfazione» l’impegno dei “signori delle dighe” sul fronte dei rilasci. «Ci auguriamo ora che anche le società idroelettriche della Confederazione svizzera possano comprendere a pieno la criticità del momento - ha aggiunto Carra - e liberare risorsa idrica verso il lago Maggiore».

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