La bresaola cresce e Rigamonti vola  «Esempio virtuoso»
L’ad del Salumificio Rigamonti Claudio Palladi a Tuttofood

La bresaola cresce e Rigamonti vola

«Esempio virtuoso»

A Tuttofood il Consorzio annuncia un +3,4%. Palladi: «Ora dobbiamo gestire gli aumenti di vendita. Per tutto il gruppo Jbs siamo un punto di riferimento».

«La Rigamonti è diventata un esempio virtuoso per tutto il gruppo». Cresce il comparto della bresaola Igp e c’è il segno più anche per l’azienda leader del settore di proprietà della Jbs, la più grande azienda di lavorazione della carne del mondo. Nei quattro giorni di Tuttofood, l’evento internazionale di Fieramilano dedicato al cibo, il Consorzio di tutela della bresaola Igp ha annunciato una crescita della produzione del 3,4%.

Uno sviluppo che s’intreccia – come rileva l’ad Claudio Palladi – con quello del Salumificio Rigamonti, reduce – era il 2013 – da una grave crisi. «Stiamo parlando di un comparto che ha un andamento positivo e all’interno di questo contesto la nostra azienda sta andando bene, in linea con la situazione generale – ha spiegato Palladi -. Credo che il leader di mercato che registra una crescita faccia bene a tutti. Avere terminato la grande e lunga fase di incertezza su Rigamonti ha contribuito allo sviluppo di tutto il settore. Sul mercato estero non facciamo ancora tutto quello che potremmo ottenere con la bresaola, ma abbiamo una crescita che nessun altro prodotto alimentare può vantare in questo momento. Da questo punto di vista ci stiamo tutti organizzando per essere pronti a gestire quelli che saranno gli aumenti di vendita».

Negli stabilimenti di Rigamonti sono previsti dei significativi investimenti. «Dobbiamo ancora definire dove li faremo e di che intensità saranno, abbiamo già un dialogo positivo con il territorio. Stiamo pensando di aumentare il numero di linee per l’affettamento e chiaramente queste hanno bisogno di spazi. Abbiamo già approvato il piano in consiglio d’amministrazione. Ci siamo confrontati con i sindacati, come siamo abituati a fare». In accordo con Flai, Fai e Uila è stato inoltre previsto un nuovo orario di lavoro che consente all’azienda di essere più efficiente e di potere rispondere in modo rapido «alla domanda e ai picchi che ci sono all’interno del prodotto, soprattutto quello dell’affettato».

«Una fase positiva, insomma, che ci vede impegnati non più a parlare di come togliere lavoro, ma al modo per crearne – ha aggiunto Palladi -. Oggi l’azienda ha una situazione finanziaria e patrimoniale – e lo sottolineo con molto piacere – eccellente. Siamo vicini al debito zero. Abbiamo trovato un’ottima sponda anche nelle banche del territorio per sostenere questi investimenti».

Come annunciato nel recente passato, per la Rigamonti, che nel 2018 ha fatto registrare una fatturato di 130 milioni di euro, sono previsti anche dei cambiamenti per la localizzazione della produzione. «In maniera molto trasparente noi abbiamo sempre detto che quello di Montagna in Valtellina è uno stabilimento che non esisterà più nei prossimi anni. Tecnicamente abbiamo la possibilità di essere lì ancora per dieci anni, quindi non abbiamo necessità di cambiamenti rapidi. Però è chiaro che questo sito non rientra nei nostri progetti. Stiamo lavorando con aziende specializzate per costruire la migliore situazione per ricollocare le attività che oggi svolgiamo a Montagna, chiaramente adeguate ai nuovi volumi, più interessanti, che prevediamo di produrre nei prossimi anni».

Si guarda avanti, insomma, a soli cinque anni dalla ristrutturazione che attraverso un accordo sindacale aveva previsto oltre cento esuberi e determinato la mobilità per la maggior parte di queste persone. In quel periodo si parlava della necessità di convincere i brasiliani del gruppo Jbs della bontà del progetto di ripartenza. «Oggi questo tema non esiste più - chiarisce con soddisfazione Palladi, il dirigente che ha guidato gli stabilimenti valtellinesi in questa fase positiva -. L’azienda Jbs è guidata da un Ceo, Gilberto Tomazoni, che a livello globale è presidente di Rigamonti. In occasione del suo insediamento ha citato proprio Rigamonti come esempio molto virtuoso di situazione che ha fatto segnare un miglioramento importante. A maggio è previsto un aumento di capitale di 5 milione di euro su Rigamonti, perché si è convinti che possa essere un asset importante all’interno del gruppo».


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