La bresaola conquista il Canada
Lo chef Christian Broglia, anche lui coinvolto nella promozione canadese, con la Bresaola della Valtellina

La bresaola conquista il Canada

Esportate nel periodo gennaio-novembre 2017 circa 20 tonnellate, per un valore di 414 mila euro. Bordoni: «Mercato interessante, in cui c’è ancora da operare come imprenditori per far conoscere il prodotto».

La bresaola piace ai canadesi. Le autorità del Paese nordamericano hanno ufficialmente aperto il mercato alla bresaola, ottenuta dalla lavorazione di carni importate in Italia da Paesi terzi autorizzati all’esportazione diretta di carni bovine in Canada, a novembre 2014. Le prime spedizioni sono state possibili a luglio 2015.

Sono state esportate in Canada, nel periodo gennaio-novembre 2017, circa 20 tonnellate di bresaola per un valore di 414 mila euro. Recentemente alcune aziende valtellinesi sono state impegnate in una missione in Canada, in sinergia con l’Istituto valorizzazione salumi italiani e associate ad Assica, Associazione industriali.

Si tratta del Salumificio Bordoni e del Salumificio Mottolini. Sia Barbara Bordoni sia Emilio Mottolini si dicono soddisfatti dell’accoglienza dei canadesi verso la Bresaola della Valtellina. In occasione delle degustazioni sul campo, i clienti hanno apprezzato molto il prodotto.

Per Barbara Bordoni «il Canada è un mercato interessante in cui c’è ancora molto da fare come imprenditori italiani, soprattutto per far conoscere il prodotto, ancora poco noto». Si ritengono molto utili «le iniziative come queste dell’Ivsi che aiutano a far conoscere i salumi italiani e favoriscono incontri commerciali con gli operatori locali». «In Canada abbiamo avuto un grande incremento delle vendite nel 2017 e abbiamo molte aspettative anche per il 2018 – aggiunge Mottolini -. Ci sono ancora delle difficoltà dovute ad aspetti doganali e a formalità legate all’ingresso».  Da entrambi il Ceta, trattato di libero scambio tra Canada ed Unione Europea, viene considerato positivamente «soprattutto perché riconosce le denominazioni europee». Il mercato canadese presenta ottime prospettive di crescita per i salumi italiani: nel 2017 si è registrato un incremento delle esportazioni pari al 37% in quantità e al 39% in valore, grazie soprattutto ai buoni risultati di salami (+77%) e prosciutti crudi (+29%). L’Italia è il primo fornitore dell’Unione Europea di salumi del Canada e secondo fornitore mondiale (dietro agli Stati Uniti).

Le importazioni di salumi italiani in Canada rappresentano il 76,8% di tutte quelle dall’Ue. In altre parole, l’Italia esporta più salumi in Canada di tutti gli altri Paesi UE-28 insieme. La clientela di questo Paese ha sempre dimostrato di apprezzare i salumi italiani, sin dalla prima apertura nel 2005, quando fu consentita l’esportazione dei prosciutti crudi e cotti.

Nel 2010, la gamma dei salumi esportabili si allargò ai prodotti stagionati almeno 30 giorni. Al 2015 risale il primo nulla osta canadese che porterà nei prossimi mesi del 2018 all’esportazione a tutti i prodotti della salumeria, senza limiti di stagionatura. In questo iter durato 12 anni, l’export ha avuto una crescita straordinaria, toccando dal 2005 al 2016 percentuali di crescita elevatissime: +552% in valore e +547% in quantità.


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