«Isolamento, catastrofe per le imprese»: Oberti torna alla carica per il Mortirolo
La tangenziale di Sondrio e il traffico da rientro

«Isolamento, catastrofe per le imprese»: Oberti torna alla carica per il Mortirolo

Il presidente del comitato: «I mezzi pesanti necessari per l’industria e l’artigianato». L’invito a essere pragmatici: «Lo Stelvio non è fattibile, serve una viabilità alternativa».

Viabilità, il sistema economico valtellinese vota per il Mortirolo, perché l’isolamento significherebbe «una vera e propria catastrofe». A dirlo è Paolo Oberti, imprenditore tiranese del settore trasporti, ex parlamentare e presidente del comitato “Traforo del Mortirolo ora”, fondato con lo scopo di promuovere la realizzazione del tunnel stradale per collegare la Valtellina alla Valcamonica.

«Registrata la bella notizia che il tiranese e sottosegretario Benedetto Della Vedova ha dato del reperimento delle risorse per la tangenziale di Tirano, ora non è possibile fermarsi - commenta Oberti in un comunicato diffuso ieri -. Della Vedova, Jonny Crosio e Mauro Del Barba devono unirsi e ottenere che il traforo del Mortirolo diventi una priorità».

Nei giorni scorsi il dibattito sulle priorità viabilistiche per la provincia di Sondrio ha visto contrapporsi due diverse linee di pensiero: una che, per l’appunto, guarda verso la zona del Bresciano, l’altra, caldeggiata in particolare dall’Alta Valle, guarda allo Stelvio e al Nord Europa per intercettare i flussi turisti provenienti dai Paesi oltre le Alpi.

Ma Oberti non demorde. «Certo che avere tutto e subito sarebbe la soluzione ideale, ma è chiaro - aggiunge - che questa ipotesi fa parte del libro dei sogni. Nel rispettare le idee e le considerazioni esposte da autorevoli esponenti dell’Alta Valle, non è possibile però dimenticare il rischio di isolamento totale della provincia di Sondrio in caso di interruzione della strada statale 36. Sarebbe una catastrofe che il sistema economico Valtellinese, che già paga la lontananza dai mercati, non potrebbe permettersi. Viste alcune dichiarazioni, corre anche l’obbligo di ricordare che gli automezzi pesanti non sono un’entità astratta, bensì si spostano al servizio di industrie e artigianato che sono una parte fondamentale in ogni sano sistema economico».


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