Sabato 27 Settembre 2014

Ipotesi pedaggio

per chi va a Livigno

Tanti gli argomenti discussi ieri in occasione dell’incontro tra rappresentanti della Regione e Canton Grigioni

Ipotesi ecopass per i veicoli diretti a Livigno. Non ci sono misure definitive, ma la proposta è emersa ieri nel corso dell’incontro dedicato alla cooperazione transfrontaliera nell’ambito sanitario e dei trasporti pubblici, delle infrastrutture, della sicurezza e della filiera bosco-legno. In Valposchiavo si sono riuniti i rappresentanti di Regione Lombardia e del Cantone dei Grigioni.

Il confronto si è svolto in una location situata sulla strada che sale da Tirano al passo del Bernina e l’analisi della questione del traffico è stata inevitabile. Le due delegazioni, guidate dal presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo e dal presidente del Governo del Canton Grigioni Mario Cavigelli, hanno comunicato l’istituzione di due nuove commissioni bilaterali: una sul traffico di collegamento con Livigno e l’altra sulla sanità per arrivare alla definizione di un accordo quadro che tenga conto delle realtà di Livigno e Chiavenna.

Nel primo caso il problema principale sono i flussi di traffico determinati dal turismo giornaliero diretto nel Piccolo Tibet. Il numero di auto non è compatibile, secondo molti rappresentanti della comunità poschiavina, con una qualità della vita accettabile. Dalla frazione di San Carlo, ad esempio, passano ottocento veicoli all’ora e sono quasi tutti diretti verso la zona extradoganale, quindi non ci sono benefici per il turismo a Poschiavo e dintorni. I rappresentanti italiani hanno chiesto di allargare la discussione a tutte le questione della mobilità di confine. «Dal tavolo tecnico dovranno uscire delle proposte concrete: per la Valposchiavo è emersa la possibilità di concordare con gli operatori di Livigno una diversa modalità di gestione del turismo, per puntare meno sui pendolari del pieno di carburante e più su vacanze lunghe - ha spiegato il consigliere regionale lombardo Ugo Parolo (Lega nord) -. È uscita anche l’ipotesi di un pedaggio, ma è evidente che i benefici non possono andare solo a una parte. Inoltre non possiamo limitare l’analisi alla Valposchiavo. Serve una visione globale della mobilità di confine, che si soffermi anche sulle gallerie esistenti e sui progetti futuri». La Regione punta sul coinvolgimento del Comune dell’Alta Valtellina.

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