«Investimenti e lavoro, l’acqua levissima ha progetti ambiziosi»
Federico Sarzi Braga ha illustrato ieri l’andamento della società e i progetti futuri

«Investimenti e lavoro, l’acqua levissima ha progetti ambiziosi»

Martedì il rifugio Heaven 3000, nel comprensorio sciistico di Bormio, ha ospitato la presentazione di Chalet Levissima 3000, struttura che si affaccia sul Parco nazionale dello Stelvio e si trova di fronte alla Cima Piazzi, la montagna da cui sgorga l’acqua minerale.

Levissima è salita a quota 3000 e continua a puntare sull’innovazione, ma non solo. Fra gli obiettivi del futuro c’è la conquista di nuovi mercati e l’attenzione è rivolta anche alla Cina.

Martedì il rifugio Heaven 3000, nel comprensorio sciistico di Bormio, ha ospitato la presentazione di Chalet Levissima 3000, struttura che si affaccia sul Parco nazionale dello Stelvio e si trova di fronte alla Cima Piazzi, la montagna da cui sgorga l’acqua minerale. Questo progetto nasce dalla volontà di promuovere il territorio a cui da sempre il marchio è legato e rappresenta il punto più alto di un percorso di rinnovamento che l’azienda ha avviato negli ultimi anni.

L’iniziativa di ieri - alla quale hanno preso parte anche amministratori locali e imprenditori valtellinesi - è stata l’occasione per illustrare l’andamento della società e i progetti futuri. Li ha presentati Federico Sarzi Braga, amministratore delegato del Gruppo Sanpellegrino.

Anche negli anni della crisi, quest’azienda non ha fatto segnare preoccupazione: come si spiega questo trend costantemente positivo?

Levissima è uno dei nostri fiori all’occhiello insieme a Vera e Sanpellegrino. Negli anni abbiamo costruito una grandissima marca che gioca sia a livello locale, sia nazionale, un ruolo da leader nel panorama delle acque minerali. Ha sempre evidenziato crescita e capacità di sviluppo sia a livello occupazionale, sia per i volumi, senza dimenticare il ruolo che assume all’interno della comunità. Il 2017 si è chiuso con circa 900 milioni di litri per Levissima, quest’anno siamo in corsa per raggiungere gli obiettivi fissati e nella seconda parte dell’anno c’è stata un’accelerazione significativa.

I progetti per il futuro sono molto ambiziosi, a cominciare dai mercati nei quali volete espandervi.

Sono senza dubbio esaltanti. Da una parte vogliamo innovare creando valore, dall’altra desideriamo portare il prodotto su nuovi mercati con un’espansione geografica. Questa marca così bella e intrinsecamente piena di valori che la montagna ci regala ci permette di non confinare quest’esperienza al territorio nazionale, portandone la bellezza anche lontano dall’Italia. Puntiamo sull’estero. L’abbiamo già fatto con Sanpellegrino e Panna, ora il Gruppo sta costruendo questo futuro anche per Levissima. Tra i nostri obiettivi c’è anche la Cina.

In provincia di Sondrio il sindacato ha definito la vostra società, in un recente congresso, un modello di sviluppo vincente e la Flai-Cgil ha dedicato grande attenzione alla recente conferma di 55 dipendenti - 30 full time e 25 part time - che determinano, nel complesso, la crescita a 290 posti full-time equivalent, con il massimo di 320 raggiunto in estate.

Questi numeri devono essere letti sulla base delle ambizioni che abbiamo: queste risorse devono aiutarci a supportarle. Da qui nascono gli oltre 30 milioni di euro di investimenti per lo stabilimento di Cepina.

Nei giorni scorsi un lavoratore di Levissima, delegato sindacale, in un convegno ha rilevato con soddisfazione che da due anni nella fabbrica dell’Alta Valtellina non si registrano infortuni e ha definito cruciale questo risultato.

È assolutamente vero. Per noi la sicurezza, insieme alla sostenibilità e all’economia circolare, è un valore centrale. È fondamentale che il personale viva la fabbrica in maniera nuova, sicura e propria, per cui abbiamo chiesto ai dipendenti di disegnare gli spazi del futuro insieme a noi.

In che modo, nello specifico?

Saranno spazi aperti alla comunità, ospiteremo eventi dell’università, iniziative del Parco dello Stelvio e momenti della cittadinanza. È un nostro regalo al territorio che ci dà ogni giorno questa splendida acqua.

E a proposito di sostenibilità ed economia circolare, gli esempi di innovazione non mancano. Basti citare l’utilizzo di 700 tonnellate di Bio-Pet per Levissima, adottate sul 100% del formato La Litro e in oltre il 16% del formato da un litro e mezzo gasato.

Ci sono altre pratiche significative?

Nel primo caso possiamo citare i camion alimentati a gas liquefatto che trasportano i nostri prodotti: creare il minor impatto possibile sull’ambiente è un nostro chiaro impegno. In azienda promuoviamo l’economia circolare con sempre maggior convinzione: un esempio è quello dei sistemi di raccolta della plastica promossi in tutta Italia.

Le sorgenti di Levissima si trovano in un luogo splendido, ma purtroppo molto lontano dalle autostrade. Anche la ferrovia valtellinese non è certo un esempio di modernità e rapidità.

Quali sono le aspettative del Gruppo Sanpellegrino a livello di sviluppo delle infrastrutture stradali e ferroviarie?

Siamo pronti a sostenere qualsiasi iniziativa che aiuti una logistica sostenibile e che connetta questi territori con gli sbocchi nazionali e internazionali. Ben vengano le migliorie alla rete stradale, ad esempio grazie alla nuova tangenziale di Morbegno ormai pronta per essere aperta (l’appuntamento è per lunedì 29 ottobre, il giorno prima la strada ospiterà una biciclettata inaugurale, ndr). Se dovessero espandersi al livello ferroviario troveranno il nostro supporto: giocheremo il nostro ruolo laddove verrà richiesto. Il 36% della nostra acqua minerale a livello di gruppo viaggia su rotaia. Levissima viene trasportata al sud su rotaia e in Germania e Francia facciamo lo stesso con Sanpellegrino, promuovendo l’utilizzo di un sistema multimodale.

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