Impianti di sci, una firma per 600
Sciatori e piste affollate in Valle Spluga

Impianti di sci, una firma per 600

È il numero degli addetti valtellinesi: aumento mensile medio di 71 euro e migliora l’assistenza sanitaria. Nana: «Considerata la situazione di partenza, possiamo dire che sono stati compiuti dei passi in avanti significativi».

Un aumento mensile medio di 71 euro e maggiori versamenti aziendali per l’assistenza sanitaria. Sono questi alcuni punti del contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti degli impianti di trasporto a fune, firmato ieri a Courmayeur in provincia di Aosta dai rappresentanti dell’Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef) e dai sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti e Savt.

L’accordo, che riguarda circa dodicimila lavoratori in Italia e circa seicento in provincia di Sondrio, definisce anche una clausola sociale che garantisce la tutela occupazionale e la conservazione dei trattamenti economici e normativi nei cambi di azienda. Per l’assistenza sanitaria integrativa è previsto, dal prossimo mese, il versamento annuale di un contributo aziendale per ogni addetto di 120 euro e, dal 1 gennaio 2018, un ulteriore aumento dello 0,50% sulla retribuzione imponibile previdenziale a carico delle aziende per tutti i lavoratori aderenti ai Fondi pensione.

Ulteriori novità riguardano la fruizione oraria dei congedi parentali, in modo tale da agevolare la conciliazione di tempi di vita e di lavoro. Secondo Anef la firma è indice di grande positività e serenità per le aziende.

Il sindacato valtellinese a Courmayeur era rappresentato dal segretario della Filt Giorgio Nana. Il bilancio, anche secondo il sindacalista della Cgil, appare positivo. «Considerata la situazione di partenza, possiamo dire che l’aumento salariale e la crescita dei contributi aziendali relativamente alla previdenza e all’assistenza sanitaria sono dei passi in avanti significativi - rileva il funzionario della Camera del lavoro -. Non dobbiamo dimenticare che arrivano al termine di una stagione invernale complessa sia per le aziende, sia per i lavoratori che in vari casi hanno potuto contare su periodi di assunzione, per quanto riguarda gli stagionali, più brevi rispetto al passato».


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