Il vino sale in quota ed entra nei rifugi: proposta di qualità
Il Nebbiolo si prepara a entrare nei rifugi nel weekend di fine luglio

Il vino sale in quota ed entra nei rifugi: proposta di qualità

Il Nebbiolo sulle Alpi. Nel weekend di fine luglio tredici strutture ospiteranno altrettante cantine. Offerta che sta crescendo e che incrocia nuovi turisti.

Tredici cantine per tredici rifugi: ecco il “Nebbiolo sulle Alpi”. Il “Nebbiolo delle Alpi” che sale sulle Alpi. Il vino valtellinese va in alta quota. Nasce con l’intento di focalizzare l’attenzione su un’offerta che sta crescendo in qualità anche alle altitudini più elevate e sulla necessità di promuovere un legame sempre più stretto tra case vinicole valtellinesi e operatori della ricettività ai vari livelli con il progetto sperimentale “Il Nebbiolo sulle Alpi”, iniziativa che si terrà sabato 27 e domenica 28 luglio.

Si tratta di un proposta frutto della collaborazione tra il Gruppo rifugi alpinistici ed escursionistici, attivo all’interno dell’Unione del Commercio e del Turismo, e il Consorzio Tutela Vini di Valtellina. Un inedito binomio che si concretizzerà nella presenza in tredici strutture in quota valtellinesi - che hanno dato la propria disponibilità - di altrettante case vinicole, una per rifugio. I produttori illustreranno i loro prodotti ai turisti amanti delle attività alpinistiche e delle escursioni.

«Il mondo dei rifugi – afferma Elisa Montani, presidente del Gruppo rifugi dell’Unione del commercio e del turismo – è interessato a elevare la propria offerta e per conseguire questo obiettivo organizza periodicamente iniziative di incontro con altre realtà». «In passato abbiamo attivato un’esperienza formativa con i ristoratori che si è rivelata molto positiva, ora è il momento di questa stimolante collaborazione con il Consorzio Tutela Vini di Valtellina, con cui siamo contenti di lavorare augurandoci positivi reciproci risultati».

Si tratta di un’iniziativa che segue diversi trend importanti. La Valtellina è sempre più terra di un turismo attento all’enogastronomia, ma è anche storicamente una provincia dove estate vuol dire gite nei rifugi, escursioni - e arrampicate - sulle cime. Quest’accoppiata può quindi essere valorizzata anche dal punto di vista dell’unione fra diversi prodotti nei rifugi. «L’idea è quella, come già fatto nei recenti wine lab proposti ai pubblici esercenti, di raccontare il territorio elevando la nostra offerta non solo nei ristoranti, ma anche nei rifugi che intercettano un turismo attento all’ambiente e al paesaggio - sottolinea il presidente del Consorzio di Tutela Vini di Valtellina Aldo Rainoldi -. Portare oggi i produttori vinicoli in queste strutture è un’iniziativa che segna un cambio di passo e sottolinea come anche in queste realtà ci sia una proposta qualificata. È bello che i rifugi accolgano le cantine e che i produttori vadano a raccontarsi in questi ambienti».

I rifugi che aderiscono all’iniziativa sono: Centro della Montagna, Gianetti, Luna Nascente e Ponti in Valmasino, Bosio, Ca’ Runcasch, Marinelli, Motta, Palù, Ventina, e Zoia in Valmalenco, Della Corte in Valgerola e Pizzini in Alta Valle. Le tredici cantine sono: Ar.pe.pe, Balgera, Ca’ Bianche, Caven-Nera, Faccinelli, La Perla, La Spia, Le Strie, Negri, Marsetti, Alfio Mozzi, Rupi del Nebbiolo e Sasso Vivo.


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