«Il Creval ha basi sempre più solide.   Al lavoro per nuovo Piano industriale»
L’ad Mauro Selvetti. Assemblea del Credito Valtellinese al polo fieristico di Morbegno il 27 aprile 2018

«Il Creval ha basi sempre più solide.

Al lavoro per nuovo Piano industriale»

Approvati i risultati. L’istituto chiude il 2018 con un utile netto di 31,7 milioni - Migliorato il profilo di rischio. L’amministratore delegato Selvetti: «Finanziamenti per quasi 3 miliardi, in aumento del 33% rispetto al 2017».

Il Creval chiude il 2018 con un utile netto di 31,7 milioni contro una perdita di 331 milioni dell’anno scorso. Il dato del 2017 comprendeva rettifiche per oltre 404 milioni di euro. Emerge dai risultati approvati ieri dal Cda dell’istituto valtellinese, presieduto da Luigi Lovaglio, che ha anche avviato «l’elaborazione di un nuovo Piano industriale».

Nell’anno sono stati raggiunti, ha spiegato l’amministratore delegato Mauro Selvetti, «importanti obiettivi in termini di solidità patrimoniale, derisking e razionalizzazione della struttura organizzativa». Il Cet1 ratio fully loaded è pari al 13,5% (dal 12,1% al 30 settembre scorso). Lo stock dei crediti deteriorati lordi è stato ridotto a 2 miliardi, in calo del 51% su base annua. Il Npe ratio netto è diminuito dal 13% al 5% e il Npe ratio lordo dal 22% all’attuale 11%. Nel quarto trimestre del 2018 la copertura dei crediti non-performing è stata portata al 56%, in crescita di circa 6 punti rispetto al trimestre precedente, e la copertura delle sofferenze ha raggiunto il 75%.

«Questo ulteriore rafforzamento dei livelli di copertura, realizzato peraltro in un contesto di aumento dei coefficienti patrimoniali - ha aggiunto Selvetti - ci consentirà di accelerare nel processo di derisking (workout interno e cessioni), che rimane un obiettivo strategico della banca, alla luce anche dei recenti sviluppi regolamentari e delle incertezze che caratterizzano le prospettive dello scenario macroeconomico italiano».

Il significativo miglioramento «del profilo di rischio realizzato sino ad oggi unitamente ad un’elevata posizione patrimoniale ci permette di affrontare il 2019 con solide basi di partenza che consentiranno alla banca di focalizzarsi ancor di più sullo sviluppo del core business, continuando a supportare l’economia dei nostri territori di insediamento, in particolare famiglie e piccole medie imprese, ai quali nel 2018 il Credito Valtellinese ha erogato finanziamenti per quasi 3 miliardi di euro, in aumento del 33% rispetto all’anno precedente. Sul fronte commerciale inoltre la nostra clientela potrà beneficiare delle nuove partnership sottoscritte nei settori del credito al consumo e bancassurance, nonché dallo sviluppo dell’attività di factoring».

Nel corso del 2018 Creval ha posto in essere un piano di rafforzamento patrimoniale che ha permesso alla banca di raggiungere oggi una elevata solidità patrimoniale. Il completamento dell’aumento di capitale da 700 milioni di euro avvenuto nel mese di marzo ha consentito ai coefficienti di Vigilanza della banca di posizionarsi ben al di sopra dei requisiti minimi richiesti. Ulteriori importanti benefici sono arrivati in seguito all’autorizzazione pervenuta da Banca d’Italia, in data 26 settembre 2018, all’utilizzo ai fini prudenziali dei modelli interni per la misurazione del rischio di credito (“A-IRB”).

All’incremento della posizione patrimoniale hanno inoltre contribuito le operazioni di cessioni di crediti deteriorati effettuate durante l’esercizio e la riorganizzazione delle attività di bancassurance.

Per effetto degli impatti positivi di tali operazioni, come detto il CET 1 ratio fully loaded è aumentato dal 10,4% del 31 dicembre 2017 al 13,5% del 31 dicembre 2018 ed esprime un’eccedenza di capitale di 580 p.b. rispetto ai minimi regolamentari richiesti.

Infine, con riferimento allo scenario per il settore bancario, a partire dall’ultimo trimestre 2018 si sono concretizzate aspettative di un rallentamento della crescita economica italiana, di un allontanamento del rialzo dei tassi di interesse e di tensioni sul mercato del debito sovrano, con le correlate incertezze sulla futura evoluzione del costo del funding. A questo si sono aggiunte possibili ulteriori evoluzioni di carattere regolamentare in materia di crediti deteriorati, evoluzioni che potrebbero rallentare il percorso di normalizzazione del costo del rischio. Alla luce di tali prospettive - conclude l’analisi del Credito Valtellinese -, nell’approvare i risultati consolidati preliminari dell’esercizio 2018, ieri il consiglio di amministrazione ha deciso di avviare l’elaborazione di un nuovo Piano industriale triennale che sarà oggetto di comunicazione al mercato entro il primo semestre 2019».


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