Il corso per tecnici dell’agroalimentare: dieci borse di studio
Le borse di studio annunciate ieri aggiungono un nuovo importante elemento di interesse al corso (Foto by Gianatti)

Il corso per tecnici dell’agroalimentare: dieci borse di studio

Cinque destinate alle future matricole, altrettante agli studenti che seguiranno il secondo anno. Sono finanziate con 5mila euro dell’ente camerale.

Dieci borse di studio dal valore di 500 euro ciascuna per gli studenti dell’Its Tecnico superiore per l’anno formativo 2019-2020 - corso post diploma unico in provincia attivo dall’autunno scorso all’istituto tecnico agrario del convitto Piazzi (Itas) di Sondrio -, specializzato nell’innovazione della filiera agroalimentare, nel controllo qualità e nella gestione della produzione.

Cinque destinate alle future matricole, altrettante agli studenti che dal prossimo settembre frequenteranno il secondo anno del percorso di alta specializzazione - il progetto è coordinato da Confindustria Lecco e Sondrio -, che forma i futuri tecnici superiori delle produzioni e delle trasformazioni agrarie, agroalimentari e agroindustriali.

A darne notizia giovedì nella sede dell’Itas, dove si è tenuto l’open day davanti ad un centinaio di studenti, è stata Stefania Palma, responsabile dell’area Risorse umane di Confindustria: «A breve sarà pubblicato il bando, deliberato dalla giunta della Fondazione Its, per assegnare le dieci borse di studio, finanziate con 5mila euro della Camera di commercio di Sondrio».

Considerando che il corso annualmente costa 500 euro, chi beneficerà di una delle dieci borse di studio sostanzialmente potrà frequentarlo senza sborsare un centesimo.

«Queste borse aggiungono un nuovo importante elemento di interesse al corso e soprattutto rappresentano un’opportunità in più per i nostri giovani, alla quale si potrà avere accesso sulla base dei criteri del merito e del reddito - commenta Franco Moro, presidente della Fondazione Its - Siamo particolarmente grati alla Camera di commercio che ha deciso di dare fiducia al nostro progetto». «L’intervento finanziario della Camera di commercio – dice la presidente Loretta Credaro - si fonda sul riconoscimento di due elementi di carattere strategico rappresentati dal valore dell’istruzione tecnica superiore, strumento attualissimo che auspichiamo trovi sempre maggiore valorizzazione e attenzione da parte dei nostri giovani e dalla centralità del comparto agroalimentare all’interno dell’economia provinciale».

A fare gli onori di casa, Giovanna Bruno, dirigente reggente dell’Itas, dove si tengono le lezione dell’Its, che ha anticipato la prossima realizzazione di una seconda aula, oltre a quella già in uso che sarà messa a disposizione di chi sceglie di specializzarsi con questo corso biennale, che si articola in 1.000 ore di formazione per ciascuna annualità, 800 delle quali di tirocinio in azienda.

Non a caso gli studenti che hanno partecipato all’open day hanno potuto confrontarsi con alcune aziende del settore presenti con i loro stand e le loro eccellenze. «Auspichiamo un grande interesse da parte vostra ragazzi nei confronti di questo corso innovativo - ha detto Claudio D’Agata, assessore alla Cultura e all’Ambiente del Comune di Morbegno, partner del progetto -. La nostra provincia ha bisogno davvero di personale qualificato, che vada ad occupare posti chiave nelle tante eccellenze agroalimentari del territorio. C’è una grande opportunità in questo Its: sta a voi coglierla».

«In provincia l’agroalimentare rappresenta il 18% delle aziende attive e con il 10,8% degli occupati – ha spiegato Marco Chiapparini del Distretto agroalimentare -, ben al di sopra della media regionale che si attesta attorno al 5% e a quella nazionale pari allo 0,3%».


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