Il 31 luglio termina l’attività della Fro

Si cerca un nuovo posto per 18 lavoratori

Ardenno, cessa l’esperienza produttiva dello storico stabilimento del settore chimico. Proposte per ora solo assunzioni a termine che passano dalle agenzie di somministrazione.

Il 31 luglio termina l’attività della Fro Si cerca un nuovo posto per 18 lavoratori
Lo stabilimento di Ardenno
(Foto di foto Sandonini)

È sempre più vicina la fine dell’attività della Fro. Come annunciato nel momento dell’esplosione della crisi, in aprile, martedì 31 luglio cesserà l’esperienza produttiva dello storico stabilimento del settore chimico di Ardenno. I dipendenti coinvolti in questa partita sono ventisette. Secondo quanto sostenuto dai sindacati, che hanno condotto le trattative con la società Linconln Electric, quattro di loro matureranno il diritto alla pensione nel corso del 2018 e saranno quindi accompagnati alla quiescenza senza bisogno di particolari integrazioni. Per altri cinque, che raggiungeranno questo obiettivo nel periodo compreso fra il 2020 e l’aprile 2022, si prevede un’integrazione economica che, oltre a comprendere l’importo necessario alla copertura dei contributi previdenziali utili all’accesso alla pensione, garantirà un reddito mensile minimo fino alla decorrenza della pensione.

Per altri diciotto dipendenti, ancora lontani da questo traguardo, che dovranno inevitabilmente trovare una nuova occupazione, si prevede un incentivo all’esodo. Per completare l’opera di dismissione degli impianti e garantire contestualmente la messa in sicurezza dello stabilimento, per quattro lavoratori la cessazione effettiva avverrà entro il 31 dicembre.

«Quella di martedì, purtroppo, per il 90% dei lavoratori sarà l’ultima giornata in fabbrica, visto che lo stabilimento chiude - sottolinea Valter Rossi, il sindacalista della Cgil che si occupa di questa vicenda insieme al collega della Cisl Emanuele Merazzi -. Lo stop definitivo per gli ultimi avverrà entro il 31 dicembre».

Dopo la diffusione della notizia della chiusura, i sindacalisti avevano rivolto un appello all’imprenditoria locale per chiedere di dedicare attenzione agli operai della Fro. «In questi mesi alcuni di loro hanno avuto dei contatti con alcune aziende industriali della Bassa Valtellina - prosegue Rossi -. Ci sono state sì delle proposte, e questo è un punto di partenza incoraggiante. Ma dobbiamo anche rilevare che spesso sono in linea con quella che oggi è la gestione del mercato del lavoro». Anche per lavoratori con alle spalle decenni di attività in fabbrica, insomma, lo scenario è quello che si presenta per tutti gli altri: assunzioni a termine che nella maggior parte dei casi passano dalle agenzie di somministrazione. Sono occasioni preziose, soprattutto per coloro che sono vicini alla pensione, ma «è una realtà totalmente diversa da quella che avevano conosciuto quando avevano cominciato a lavorare venti o trent’anni fa». In un contesto del settore chimico segnato - negli ultimi anni - da vari segnali incoraggianti, soprattutto nel comparto bio-medicale, in Valtellina quella della Fro è la situazione più complessa degli ultimi anni.

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