I cervelloni tornano in “Butega”
La premiazione è avvenuta nel local hub di Tirano, spazio di incontro fra giovani e imprese all’interno del progetto Sbrighes

I cervelloni tornano in “Butega”

Il negozio artigianale diventa uno spazio per puntare su realtà agroalimentari uniche e d’eccellenza. Rientrati in provincia dopo l’università, tre giovani hanno aderito a un bando e deciso che la sfida da cogliere è qui.

Loro sono i “montanari” che in Valtellina, nella terra dove sono nati e cresciuti, tornano dopo gli studi. Menti brillanti e desiderose di fare qualcosa per la propria comunità e per l’economia di una provincia, che decidono che la sfida da cogliere è qui. E i primi passi mossi lasciano ben pensare per il futuro.

Parliamo di tre giovani valtellinesi: Giorgio Gobetti 26 anni laureato in Economia e marketing, Mattia Fendoni 27 anni laureato in Design e impegnato in un’attività di cuoco, Francesco Bongiolotti 26 anni laureato in Design della comunicazione. Sono i tre vincitori – 2mila euro il loro premio - del bando “Mi prendo la briga di fare nuova impresa”, sostenuto dalla Comunità montana Valtellina di Sondrio, e premiato nei giorni scorsi nel local hub di Tirano, il nuovo spazio di incontro e confronto fra giovani e giovani e imprese all’interno del progetto Sbrighes (finanziato da Fondazione Cariplo e Welfare in azione e promosso da cooperativa sociale Ippogrifo, Cm di Tirano, Comuni e cooperative Ardesia, San Michele e Intrecci).

“Butega Valtellina” è il titolo del progetto dei tre giovani che hanno deciso di utilizzare un termine dialettale «per sottolineare il rapporto con le origini del territorio le tradizioni valtellinesi - spiega Gobetti -. “Butega” è inteso come negozio artigianale che preserva i caratteri di autenticità e genuinità, uno spazio dove ci siano un laboratorio di creazione e spazi per giovani per la valorizzazione delle realtà agroalimentari uniche e d’eccellenza. Il progetto prevede l’innovazione della filiera agro-alimentare creando una rete in primis fra i piccoli produttori, aggregando cioè in un sistema di collaborazione che permetta di aggredire e raggiungere mercati più ampi attraverso la fornitura di servizi specifici e marketing».

Un sistema virtuoso quello che i tre innovatori intendono creare il cui fulcro sia quello di fare rete e condividere le singole competenze mettendole a disposizione del gruppo. «Siamo in contatto con giovani agricoltori valtellinesi che, già di per sé, sono delle realtà innovative – prosegue Gobetti -, perché si occupano del recupero dei terrazzamenti e della rimessa a coltura di varietà antiche. Altri imprenditori, invece, si occupano di prodotti di trasformazione con ricette tradizionali e il vincolo dell’utilizzo dei prodotti del territorio. Stiamo lavorando per realizzare uno spazio per la condivisione di idee e del lavoro, ma anche concretamente dei macchinari. Da una parte mettiamo il know how e dall’altra le attrezzature».

Si sta parlando di un laboratorio, a norma Asst, per la lavorazione e la trasformazione dei prodotti, che troverà sede in Valtellina. Inizialmente l’idea di Gobetti, Fendoni e Bongiolotti era quella di collocarlo a Tirano, ma visto che il bando Sbrighes ha dato a loro una più ampia cassa di risonanza, sono ampie le possibilità che stanno valutando. Per quanto riguarda, invece, la fase di comunicazione e commercializzazione è prevista una piattaforma on line per la promozione di massa e un’azione specifica di marketing territoriale.

«L’idea è nata un anno fa - aggiunge Gobetti -. Al termine del percorso universitario a Milano, abbiamo pensato di metterci al servizio dei giovani locali per costruire qualcosa di valido per la comunità. L’iniziativa ha avuto slancio con la partecipazione al bando nazionale Start up di fondazione Cariplo, che ci ha dato la possibilità di strutturare un percorso di business planning e capire meglio cosa significhi fare rete e mettere in condivisione le competenze. Ora siamo pronti a passare alla fase operativa».


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