«Guardare lontano. I rischi di declino restano elevati»
L’intervento in video di Alberto Quadrio Curzio

«Guardare lontano. I rischi di declino restano elevati»

Video-augurio di Alberto Quadrio Curzio, fondatore nel 1993 della Società Economica Valtellinese, all’incontro sull’economia circolare per i territori alpini

L’attesissimo ospite-anfitrione Alberto Quadrio Curzio non c’è. Impegni inderogabili lo hanno chiamato già oggi a Roma per preparare un simposio all’Accademia dei Lincei, di cui è stato presidente. Manda, per “giustificazione” un video in cui ripercorre brevemente i venticinque anni della Società Economica Valtellinese, da lui fondata nel novembre nel 1993 che organizza alla Camera di Commercio questo convegno su “Economia circolare, paradigma del futuro dei territori alpini”.

L’idea nasce subito dopo l’alluvione del 1987, per la quale Quadrio Curzio elaborò la proposta di legge di ricostruzione. Si voleva dotare la Valtellina di un “think tank”, un laboratorio di pensiero per supportare l’azione delle istituzioni sullo sviluppo economico. “Risposero all’appello tredici enti e tredici persone”, sottolinea Quadrio dal video. “Non posso qui ringraziarli tutti, ma senza il Credito Valtellinese, A2A e poi il Consorzio Vivi le Valli la SEV non avrebbe potuto nascere, crescere e sopravvivere”. Cita soprattutto “Giovanni De Censi, che non ha mai fatto mancare utili consigli, Claudio Snider, presidente fino al 2011, che ha dato molto alla SEV in dedizione e capacità, l’attuale presidente Benedetto Abbiati e Giuseppe Ronconi che con Vivi le Valli ha dato un contributo determinante in tempi più vicini”. La SEV ha svolto un ruolo importante nel tracciare percorsi di sviluppo economico sostenibile per la provincia di Sondrio con seminari, convegni, pubblicazioni.

In particolare ha redatto uno Statuto Comunitario, in prima edizione nel 2008 e in seconda nel 2012 (aggiornato alla soppressione delle Province) proponendo linee di sviluppo all’insegna del principio di sussidarietà, rifacendosi non poco alla saggezza di certi Statuti antichi.

Tra il 2010 e il 2015 ha promosso un protocollo d’intesa per un sistematico confronto economico sociale tra la nostra e province analoghe come Belluno, Trento, Bolzano, Verbanio-Cusio-Ossola, Aosta, Cuneo, con puntuali relazioni annuali. “Per una serie di ragioni – ha sottolineato Quadrio Curzio – non è stato possibile rinnovare questo protocollo, che non è rimasto enunciazione di principi, ma si è calato nella realtà dei fatti, e l’analisi comparativa si è fermata. Mi auguro che gli studi possano essere ripresi. Senza una progettazione di lungo periodo i rischi di declino, per un’area montana come la nostra, rimangono elevati”.

I ringraziamenti dell’economista sono andati anche a Maria Chiara Cattaneo, “il cui impegno è stato importantissimo per varare il benchmark alpino” e che ha coordinato i lavori del convegno insieme a Benedetto Abbiati. Presente in sala anche il primo presidente di SEV, Giovanni Viganò, salutato da un applauso.

Interessanti le relazioni, a partire da quella di Roberto Zoboli, allievo di Quadrio Curzio all’Università Cattolica e collaboratore di lunga data di SEV, che riportiamo a parte. Più tecnici gli interventi di Stefano Turri del Politecnico di Milano sui materiali compositi e di Ezio Giuriani dell’Università di Brescia sulle applicazioni nell’edilizia. Al tavolo si sono succedute anche le esperienze di realtà operanti sul territorio locale, come A2A, Progetto LNG, Seval e Latteria Sociale Delebio.


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