Gioco e scommesse, cresce il numero delle sale in Valle
Crescono le sale i portali e le attività specializzate, che offrono scommesse in denaro

Gioco e scommesse, cresce il numero delle sale in Valle

In Lombardia aumentate del 7,3% in un anno. Sconcertante il dato del 15% in provincia di Sondrio. Le sedi di impresa erano 20 nel 2017, sono 23 nel 2018.

Gioco e scommesse legali, azzardo che corre sui dispositivi elettronici mangiasoldi. Aumenta in Italia, in Lombardia, e con dati molto allarmanti anche in provincia di Sondrio la crescita e la diffusione, progressiva e poco arginata del “gambling”, l’utilizzo a fini ludici delle macchinette, slot, Vlt.

E crescono le sale i portali e le attività specializzate, che offrono alla propria clientela esercizi e ambienti in cui si entra o accede, prevalentemente, per effettuare scommesse in denaro. Lo certifica tra l’altro un recente sondaggio realizzato per conto di Camera di commercio di Milano, Monza Brianza su dati del registro delle imprese 2018 e 2017.

«Sono state mappate - è stato spiegato - , le sedi di impresa incentrate sul gioco, ovvero sale o spazi reali o virtuali, nei quali l’azzardo legalizzato è attività esclusiva o principale». Imprese che crescono, in Lombardia nel 2018 questi locali sono aumentati del 7,3% in un anno, passando da 1.213 del 2017 a 1.301 nel 2018, più che in Italia, la crescita a livello nazionale è del +6,9%.

Sconcertante il dato di incremento sul 2018 rispetto al 2017 in provincia di Sondrio, siamo al +15%, impennata ai vertici a livello regionale. «Si tratta – spiegano sempre gli analisti del rapporto camerale - soprattutto di attività connesse con le lotterie e scommesse, operative sia nelle classiche sale gioco, ma anche su internet e bingo, attraverso le funzioni di bookmaker, ideazione concorsi e gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro».

In Italia sono oggi 11.139 le attività di impresa specificamente legate al gioco, erano 10.418 nel 2017. Prima città per questo settore è Napoli con 1.307 (11,7% del totale nazionale, +4,6% in un anno) seguita da Roma, +4,8% e Milano, +9,1%).

La Lombardia, viene anche spiegato, «rappresenta circa un ottavo del totale italiano delle intraprese, (11,7%) con Milano che da sola incide per il 4,3%». Dopo Milano, per numero di imprese, vengono Brescia (205), Bergamo (140) e Varese (90) mentre il settore cresce di più a Sondrio (+15%), Brescia (+14,5%) e Monza Brianza (+10,4%). Le sedi di impresa, sedi secondarie, unità locali attive in Sondrio e provincia erano 20 nel 2017, 23 nel 2018. In realtà numerose sono le iniziative in campo amministrativo, tra gli enti, dagli operatori specializzati, che provano a creare anche nella nostra provincia un argine al diffondersi di quella che, non a caso, viene definita “ludopatia”, la malattia del gioco.

A coordinare molti interventi è la cooperativa Lotta contro l’emarginazione, che opera, anche professionalmente per informare dei rischi connessi al gioco d’azzardo, per proporre soluzioni e affiancare chi da questa “malattia” viene colpito.

«Questi nuovi dati, che portano agli onori della cronaca, e in una luce negativa la nostra provincia - afferma Marco Duca, referente territoriale sondriese cooperativa Lotta contro l’emarginazione – per noi, che vediamo il gioco d’azzardo come un problema grave, da contrastare, non sono purtroppo una sorpresa. Si può dire che ce lo aspettavamo. Già in altre occasioni – spiega – abbiamo avuto conferme di come, anche sui volumi di gioco che vengono rilevati e nelle somme che vengono spese davanti alle slot in determinati locali della nostra provincia, la Valtellina ha conquistato primati, e non solo in ambito regionale. Servono azioni di contrasto decise». Ma quali le norme e quali gli strumenti efficaci con i quali arginare slot, bingo e Vlt?

«Noi lavoriamo anche tra le giovani generazioni – spiega Duca – quest’anno attraverso la rete degli istituti che aderiscono al progetto, “Le scuole promuovono salute” abbiamo effettuato percorsi di prevenzione su questa tematica, sperimentato lavori e momenti di confronto con ragazzi delle medie e familiari, stimolato il dibattito tra figli e genitori. Provando, oltre a sensibilizzare la popolazione sul tema, anche a sfatare l’idea che il gambling sia un fenomeno “normale” qualcosa che c’è, che c’è sempre stato. Quando io ero ragazzo – afferma – questa adesione diffusa a strumenti legali che ti spingono a giocare d’azzardo, a spendere soldi, cercando la vincita, rovinandoti le finanze, in modo compulsivo, non c’erano. Non vogliamo che i ragazzi diano questi comportamenti per scontati». C’è un progetto che si chiama Insieme contro l’azzardo e vede impegnate diverse amministrazioni ed enti, il soggetto istituzionale capofila è il comune di Chiavenna.

«Ci si impegna su interventi di prevenzione - spiega Duca -, sono attivi sportelli di ascolto per chi capisce di avere sviluppato dipendenza a questo comportamento compulsivo. Svolgiamo attività di counseling e coordiniamo gruppi di mutuo aiuto. Di certo l’impegno del legislatore può essere determinante. Anche il recente limite alle pubblicità per il gioco d’azzardo sancito nel decreto “Dignità” va considerato come positivo: contro la cultura del gioco diffusa e “normalizzata” qualcosa si comincia a fare».


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