General Electric investirà in Italia. «Benefici per tutti»
Il presidente Jeff Immelt ha dato ampie garanzie sulle strategie di sviluppo di GE in Italia

General Electric investirà in Italia. «Benefici per tutti»

In 15 anni ben 600 milioni di dollari. Il colosso punta sulla Toscana. Sindacati fiduciosi: «L’incremento della produzione investe anche la Valtellina»

General Electric investe in Italia. Nell’intesa non si parla direttamente della fabbrica di Talamona, ma i sindacati sono fiduciosi: «I benefici possono ricadere su tutti gli stabilimenti del gruppo». General Electric investirà seicento milioni di dollari in Italia nell’arco di un quinquennio, che vedrà impiegate 500 persone e si pone come obiettivo l’aumento del 50% degli attuali volumi produttivi e l’aumento del fatturato di 1,7 miliardi di dollari. Sono questi i numeri di Progetto Galileo, un centro di eccellenza mondiale per lo sviluppo di turbine e compressori nel settore oil & gas da creare in Toscana. Il progetto prevede la concentrazione di tutte le fasi di realizzazione, dalla progettazione all’industrializzazione, attraverso una partnership pubblico-privata. Il progetto è siglato dalla Regione Toscana, Presidenza del Consiglio, Ministero dello Sviluppo economico, Ge Oil & Gas e Nuovo Pignone. Il protocollo rappresenta una prima intesa tra tutti i soggetti firmatari e ha lo scopo di verificare la fattibilità, anche in termini di co-finanziamento, del progetto stesso. Erano presenti al tavolo per la firma dell’intesa il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, il presidente e ad di General Electric Jeff Immelt, il presidente e ad di GE Italia Sandro De Poli, il presidente e ad di GE Oil & Gas Lorenzo Simonelli e il presidente e ad di Nuovo Pignone Massimo Messeri.

«La nostra società opera in Italia da circa 100 anni - ha detto Jeff Immelt - e la tappa di domenica conferma il nostro forte impegno a investire e far crescere il nostro business in questo Paese. L’intesa raggiunta è la riprova delle elevate competenze della forza lavoro locale e rafforza ancora di più la ricerca e lo sviluppo in Italia di tecnologie innovative nel settore oil & gas destinate a tutto il mondo». Nel testo dell’accordo non si parla di Valtellina, almeno secondo le prime informazioni emerse, ma per i sindacati i benefici di un investimento di questa portata possono essere rilevanti anche per gli altri siti produttivi. «Talamona rappresenta una vera e propria eccellenza per la società statunitense e i vertici del gruppo ce lo hanno ricordato in più occasioni, anche in occasione degli investimenti partiti tre anni fa – sottolinea Davide Fumagalli, segretario provinciale della Fim-Cisl -. I risultati raggiunti dipendono dalla qualità del capitale umano valtellinese e dalle relazioni positive fra azienda e lavoratori. La fiducia di questa società nei confronti del nostro Paese ci lascia ben sperare. Un incremento della produzione può avere, a cascata, influssi positivi anche sulla sede valtellinese».

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