Venerdì 01 Novembre 2013

Galbusera: «Giochi

di potere vecchio stile»

Oggi i vertici della Cciaa sono l’espressione delle categorie, un tempo decideva il ministro dell’Industria e - per la giunta - la Regione
(Foto by Foto Gianatti)

«Il mondo delle imprese valtellinesi non ha dato grande prova di sé in sede di elezione del presidente della Camera di Commercio. Siamo stati tagliati fuori dalla decisione finale e non poteva che venirne uno strappo che non tocca a noi ricucire».

Parola di Cristina Galbusera, presidente di Confindustria Sondrio, associazione di categoria rappresentativa di 240 imprese per un totale di 10mila addetti.Associazione che lamenta si essere stata esclusa dall’elezione del presidente di via Piazzi.

Un comparto che ha subìto, come altri, gli effetti della crisi economica scoppiata il 15 settembre del 2008, in seguito al fallimento della Lehman Brothers Holdings, soprattutto con riguardo al comparto dell’edilizia e del suo indotto, fermo restando che anche il settore metalmeccanico, vocato all’export, ha registrato un grave contraccolpo che, solo ora, va riassorbendosi.

«La situazione congiunturale è tale, a livello internazionale, nazionale e locale - insiste Galbusera - da non lasciare spazi a giochi di potere. La nostra preoccupazione è e resta quella di rappresentare le imprese, seguirle, aiutarle nella ripresa dopo cinque anni terribili per tutti. Non siamo così interessati a occupare poltrone in questo o quell’ente, come a fare tutto il possibile a tutela dei nostri associati. La stessa preoccupazione, credo, dovrebbe avere anche il presidente della Camera di Commercio nei confronti di tutte le imprese del territorio e di tutte le categorie di riferimento. Per questo dico che la palla, ora, è nelle mani di Bertolini. E’ lui che deve lavorare per dare alla Camera di Commercio un governo stabile ed efficace».

Confindustria Sondrio, insomma, si smarca da un qualsiasi ruolo attivo nella ricerca di una ricucitura con le altre associazioni di categoria e con la presidenza dell’ente camerale «perché, fermo restando che il nostro atteggiamento di fondo non cambia rispetto alla ricerca caparbia di una soluzione efficace e stabile per la guida dell’ente - dice Galbusera - penso, a questo punto, che sia nelle cose che spetti a coloro che hanno raggiunto un’intesa, della quale non siamo stati fatti parte, aprire un dialogo con noi che ieri, e anche nei giorni precedenti, non c’è stato».

Una volta arrivati all’ingresso dell’aula Arturo Succetti della Camera di Commercio, infatti, alle 16 di martedì, i tre consiglieri di Confindustria hanno appreso dell’intesa raggiunta fra Unione Commercio, Confartigianato e Coldiretti sul nome di Bertolini ed hanno realizzato di esserne stati esclusi.

«Il patto era quello di procedere insieme alla definizione della partita - dicono da Confindustria - bando ad accordi trasversali fra categorie e ad arrivismi e personalismi. Invece, l’economia locale non ha fatto che copiare la peggiore politica, e questo è il risultato». Nessun segnale di disgelo, quindi, fra le parti, all’indomani della sofferta elezione di Bertolini presidente.

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