Frontalieri, sotto l’1% la disoccupazione nel Canton Grigioni
Cantieri a Sankt Moritz

Frontalieri, sotto l’1% la disoccupazione nel Canton Grigioni

In luglio si registravano 791 persone senza lavoro . In Valle numeri più alti, con qualche spunto interessante. Fumagalli (Cisl): «Ma cambia anche la qualità del lavoro».

Disoccupazione sotto l’1%. Mentre in altre zone della Svizzera, a cominciare dal Ticino, l’assenza di lavoro rappresenta un problema per varie migliaia di persone - oltre 12.400 secondo una recente indagine riportata dal sito tio.ch -, nel Cantone di Coira dove lavora la maggior parte dei frontalieri residenti in provincia di Sondrio i numeri e le percentuali sono ben differenti. Nel Cantone dei Grigioni, infatti, in luglio si registravano 791 persone senza lavoro secondo le statistiche diffuse dall’Ufficio per l’industria, arti e mestieri e lavoro. Una cifra che corrisponde a un tasso di disoccupazione dello 0,7 per cento. Rispetto al mese precedente, con 865 senza lavoro, il numero di disoccupati è diminuito di 74 unità, in un territorio abitato da circa 200mila persone. Inoltre sono state registrate 821 persone non disoccupate alla ricerca di un impiego. Sommando il numero dei disoccupati e delle persone non disoccupate alla ricerca di un impiego si ottiene il numero delle persone in cerca di impiego: 1612. Rispetto al mese precedente, questo numero è diminuito di 118 unità.

«L’edilizia sta vivendo una stagione positiva, soprattutto nella Valle del Reno, e anche il turismo può contare su fattori positivi, a cominciare dalla presenza di moltissimi clienti svizzeri che hanno scelto di trascorrere le vacanze nel proprio Paese - sottolinea Arno Russi dal sindacato Unia di Sankt Moritz -. Anche il dibattito sull’ambiente ha inciso positivamente: molti cittadini scelgono soggiorni in luoghi più vicini rispetto alle mete del passato»

Anche se si tratta di due territori limitrofi, con l’economia legata per molti versi agli stessi settori, il confronto tra Grigioni e Valtellina rischia di essere poco interessante. Sono troppe le differenze fra i due Paesi di riferimento. Ma i dati diffusi dal governo retico rappresentano una buona occasione per fare il punto sulla disoccupazione in provincia di Sondrio, un problema che presto - o almeno lo si spera - verrà affrontato anche con i provvedimenti legati al reddito di cittadinanza. Secondo l’Istat, nel 2018 la disoccupazione era al 6,7%. È cresciuta rispetto all’anno precedente (6,3%), ma è calata rispetto agli altri momenti della rilevazione. In particolare nel 2012 era all’8,7%. In sei anni, dal 2006 quando era al 3,6%, si è registrata una crescita di oltre cinque punti percentuali.

«Il calo recente, seppure ridotto, rappresenta una notizia incoraggiante - osserva dalla Cisl di Sondrio il segretario generale Davide Fumagalli -. Ma bisogna anche tenere in considerazione un’altra variabile: la qualità del lavoro. Tra gli occupati c’è un numero rilevante di persone che lavorano part time e con contratti al di sotto delle aspettative. non è soltanto una questione di percentuali».


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