Frontalieri, siglato un accordo storico
Novità in arrivo per i frontalieri alla luce dell’accordo siglato tra Italia e Svizzera

Frontalieri, siglato un accordo storico

Intesa dopo 41 anni formalizzata tra Italia e Svizzera - Imposizione al 70% nello Stato dove si lavora. Eliminata la doppia tassazione, prevista la possibilità di detrazioni per spese sanitarie, d’istruzione e per i mutui.

Dopo 41 anni si cambia. In futuro il 70% del reddito verrà tassato in Svizzera con le aliquote (molto basse) della Confederazione, il 30 in Italia con quelle del Belpaese.

In concreto, per i frontalieri si avvicina un aumento (almeno teorico) del prelievo fiscale. Non sarà immediato: si prevede che ci vorranno dieci, dodici anni per andare a regime. Ma ci saranno opportunità a favore dei lavoratori e complessivamente i sindacati svizzeri dei frontalieri non fanno drammi. «Finalmente, considerate le premesse, si lavora nell’interesse e nella tutela della dignità dei lavoratori».

L’Italia e la Svizzera hanno siglato ieri un accordo sull’imposizione dei lavoratori occupati nei Cantoni di confine, unitamente a un protocollo che modifica le relative disposizioni della Convenzione contro le doppie imposizioni.

Il testo relativo concretizza uno dei principali impegni assunti dai due Stati nella “roadmap” firmata nel febbraio 2015. Il nuovo accordo, che sostituirà quello del 1974, non è stato ancora firmato da entrambi i governi né approvato dai rispettivi parlamenti. L’accordo è stato siglato dai negoziatori di entrambi gli Stati a Berna e Roma. Il testo sarà reso pubblico al momento della firma, a quel punto verranno chiariti i dubbi. L’intesa rappresenta secondo il ministero dell’Economia e delle finanze uno sviluppo costruttivo.


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