Frionalieri, salari troppo bassi oltre il confine: «Servono controlli»
Il caso del dumping salariale nella vicina Engadina interessa anche i frontalieri valtellinesi

Frionalieri, salari troppo bassi oltre il confine: «Servono controlli»

Serie di annunci sul web relativi all’Engadina. Proposti duemila franchi per sei giorni alla settimana. La denuncia dei sindacati, lo sconcerto dei frontalieri.

Duemila franchi netti per lavorare full time, sei giorni alla settimana, in Engadina. È il più recente caso di annuncio di lavoro pubblicato sul web che ha fatto rabbrividire non solo le persone in cerca di un’occupazione, ma anche i frontalieri che hanno un posto e assistono a queste dinamiche. Un trend che secondo i sindacati attivi nella regione di Sankt Moritz, ovvero Syna e Unia, non è diffuso in modo capillare, ma non è inedito e non passa inosservato.

Tre anni fa Unia aveva denunciato la proposta d’impiego formulata da un imprenditore italiano a un’esperta commessa brianzola, alla quale erano stati proposti 2400 franchi. Le alternative erano state solo due: prendere (senza sapere come arrivare alla fine del mese pagandosi affitto e vitto nella località “top of the world”) oppure tornarsene a casa. Arno Russi, sindacalista di Unia, non ha dubbi: di fronte a queste dinamiche si può parlare di “dumping salariale”. Salari del genere, infatti, possono andare bene solo a candidati italiani.

«Siamo un’area di confine e queste vicende devono essere al centro dell’attenzione per tutelare tutti i lavoratori - spiega Russi, che da molti anni è attivo anche nelle sedi della Camera del lavoro di Chiavenna e Grosio nelle mattinate di sabato -. Uno stipendio da duemila franchi netti a un lavoratore italiano può far gola. Ma con queste cifre in Svizzera non si vive facilmente».

Il sindacalista di Sankt Moritz intende portare la questione all’attenzione delle autorità. La commissione tripartita, costituita da rappresentanti di aziende, lavoratori ed enti pubblici «tiene già d’occhio queste vicende per le lavoratrici che vengono in Svizzera dall’Est: adesso anche per l’Italia chiederemo di eseguire controlli più serrati, anche in dogana».

In attesa di interventi che possano determinare conseguenze concrete a livello di controlli, i consigli per i lavoratori sono altrettanto importanti. «In Svizzera tutti i contratti vengono stipulati sul lordo, i lavoratori non possono scordarselo».

Non è possibile parlare di netto quando si firma, perché in questo calcolo intervengono tante altre variabili come pensione, secondo pilastro, assicurazione per la malattia e imposte alla fonte, senza trascurare assegni familiari, tredicesima e ferie. Secondo i sindacati non è neanche lecito parlare, semplicemente partendo dal salario netto, di mancato rispetto della legge, proprio perché ci sono tanti fattori da considerare. «Se una paga è giusta oppure no, lo si può dire solo analizzando il lordo e verificando il rispetto del contratto nazionale».

Questo aspetto viene ribadito anche da coloro che dall’Italia hanno pubblicato alcuni di questi annunci e spiegano «che è tutto regolare». Di fronte alla nostra richiesta di approfondire la questione, per capire cosa abbia determinato un salario netto da 2000 euro, come ad esempio una trattenuta pesante per vitto e alloggio, ci è stato detto che non è possibile farlo.

Intanto gli annunci con cifre di questo tipo continuano a essere letti. Probabilmente perché, come ha evidenziato Russi, nell’Italia di questo periodo i candidati disposti a salire in Engadina per 2mila franchi netti al mese - circa 1670 euro - non mancano.


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