Fieno, allerta taglio. Adesso si spera in tre giorni di sole
L’impossibilità di procedere allo sfalcio dei prati sta diventando un grosso problema

Fieno, allerta taglio. Adesso si spera in tre giorni di sole

Un mese “bagnato”Il meteo dovrebbe consentire di iniziare o completare il primo sfalcio della stagione. La pioggia ha impedito finora la raccolta del foraggio.

Sabato, domenica e lunedì potrebbero essere i giorni giusti. I tre giorni consecutivi di sole e senza pioggia, quelli attesi da oltre un mese da tutto il comparto agricolo per iniziare o completare il primo sfalcio del fieno della stagione 2018. La pioggia ha impedito fino ad ora la lavorazione del foraggio. Nel frattempo anche nei giorni scorsi nelle campagne di tutta la provincia è stato un correre dietro a finestre di sole schivando temporali e acquazzoni improvvisi, mietendo di corsa prato dopo prato, e muovendosi poi rapidi con i furgoni carichi dagli appezzamenti terminati, a mettere in cascina le prime rotoballe confezionate. Mentre altri temporali non annunciati tenevano in una condizione di incertezza chi deve affrontare fasi di lavoro programmate e in successione, portandosi nei campi, per effettuare la fienagione. «Siamo in grande difficoltà – conferma Gianmario Tramanzoli, direttore Apa, Associazione provinciale allevatori di Sondrio – quello che sta succedendo lo si vede ormai in tutta la Valle, sul primo sfalcio e il raccolto del fieno siamo ormai indietro di un mese. In tutti i terreni della zona che va da Sondrio a Tirano – aggiunge – il fieno nei prati non è stato tagliato e sta diventando vecchio. Il prodotto se viene raccolto nel periodo giusto ha intatto il proprio carico nutritivo, se invecchia in campo si perdono proteine e, anche il ricaccio, per il successivo taglio di fieno lo si dovrà spostare più in là».

Qualcuno, specie in Bassa Valle, ha chiarito Tramanzoli, ha provato a fare il lavoro sfruttando qualche sequenza di bel tempo, nello scorso sabato e domenica. Ma a sera venivano i temporali e il lavoro «lo dovevi lasciare lì. Avevamo anche un bel primo taglio come quantità – spiega poi il rappresentante del comparto – ma in tutto maggio, e fino ad ora in questo giugno, non ci sono state finestre di tre giorni consecutivi di tempo bello e stabile, che consentissero di completare il raccolto. Tutti, e siamo più o meno 500 aziende, abbiamo un problema di raccolto, molto fieno è ancora in campo, ancora da lavorare. Non ne facciamo un dramma – aggiunge – i problemi gli agricoltori sono abituati a risolverseli, anche se il fieno non sarà bellissimo, lo si potrà integrare. Ora – conclude poi – dobbiamo averle queste tre giornate di buona, il danno sui tempi di raccolto purtroppo ormai è fatto, sulla qualità che viene un po’ a diminuire non si torna indietro. Ma se il clima si mette al bello si può raccogliere il possibile e perlomeno pulire i prati: portarsi avanti per il secondo taglio, che il ricaccio possa crescere in modo normale».

Conferme e allarme anche da Fondazione Fojanini, il centro studi sondriese dedicato al settore agricolo. «Non si riesce a tagliare – precisa Fausto Gusmeroli, responsabile di Foraggicoltura per la Fondazione – chi ha tagliato ha avuto il problema dell’acqua sul raccolto ancora in campo, chi non ha tagliato vede le piante cominciare a seccare. Le condizioni di crescita evolvono e la struttura dell’arbusto muta, si sviluppano muffe, sta diventando un bel problema. Come indicazioni per gli operatori – afferma poi – diciamo di aspettare che il tempo si sistemi. Poi si sfalcerà. Il rammarico maggiore è che si va a perdere il fieno maggengo, il primo taglio costituisce la metà del raccolto di una intera stagione. Continuiamo a pagare dazio ai cambiamenti climatici e anche le previsioni meteo diventano più difficili da interpretare».

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