Fattura elettronica, disagi e costi in più
L’Agenzia delle entrate ha ricevuto in quattro giorni 2,8 milioni di fatture elettroniche

Fattura elettronica, disagi e costi in più

Per l’Ordine dei commercialisti qualche disservizio si è verificato, ma è presto per fare bilanci. Per la Confartigianato tour de force degli uffici e con la Confindustria concordanza sull’aggravio per le imprese.

Fatture inviate ma non lette dal sistema, fatture che dopo quattro giorni non sono arrivate al destinatario e altre che arrivano ma non si riesce a leggerle. Ci sono anche contribuenti valtellinesi tra i 120mila che, secondo l’Agenzia delle entrate, hanno inviato 2,8 milioni di fatture al Sistema di interscambio gestito dalla Sogei nei primi quattro giorni della nuova era della fatturazione elettronica. E che hanno riscontrato qualche difficoltà.

Ancora presto per dare dei numeri certi in provincia, ma dall’Ordine dei commercialisti arrivano le critiche più dure al nuovo sistema. «Dopo l’esperienza poco felice dello Spesometro avevamo chiesto che ci fosse un potenziamento dell’infrastruttura telematica per supportare l’allargamento della platea dei contribuenti e invece non siamo stati ascoltati e adesso ci si blocca tutti sul sistema di interscambio. Era prevedibile». Il presidente dell’ordine provinciale, Vittorio Quadrio, è netto nel giudizio e aggiunge: «Il prossimo banco di prova di tutto il sistema sarà il 15 febbraio, prima data della liquidazione dell’Iva. Dopo quello vedremo la reale tenuta». Di aspetti poco chiari ne sono venuti fuori molti e attengono alla gestione dei dati sensibili e ai contenziosi che l’inefficienza del sistema potrebbero generare. «Ad esempio - spiega Quadrio - se uno non riceve la fattura o non riesce a leggerla può dire al fornitore del servizio o del bene che non lo paga, ma la fattura è stata inviata. Ecco a cosa si sta andando incontro».

Quadrio insiste anche su un altro concetto: «Ai fini dell’armonizzazione a livello europeo, l’operazione non ha senso, perché gli altri paesi non hanno introdotto ancora questo sistema - spiega il presidente del commercialisti valtellinesi -. Gli unici soggetti che sono stati favoriti sono le software house private, che hanno aperto un redditizio capitolo della loro attività, in quanto ai commercialisti si sono visti appioppare un’altro ruolo da passacarte, che svilisce la nostra professione».

E l’aggravio di lavoro ha investito anche gli uffici della Confartigianato di Sondrio preposti a dare sostegno pratico a un migliaio di clienti. Per loro non c’è stata sosta neppure durante le festività natalizie, come confermano dalla sede centrale di Sondrio. «I nostri uffici si sono organizzati sin dall’inizio per supportare gli artigiani - spiega il segretario generale della Confartigianato di Sondrio, Alberto Pasina - non solo nell’invio ma anche nella compilazione della fattura nel formato elettronico. Le difficoltà maggiori per i nostri associati riguardano la compilazione in Xml, non è per nulla semplice prendere confidenza con le strutture del formato elettronico. I nostri associati e clienti in gran parte non sono strutturati e hanno finora emesso soltanto fatture cartacee, quindi il passaggio è stato abbastanza traumatico». Oltretutto, gli strumenti gratuiti messi a disposizione dei contribuenti “fai da te” sono incompleti, rendendo necessario un intermediario.

Per l’organizzazione degli artigiani otto giorni sono pochi per avere un quadro reale delle criticità sulla piattaforma. «Per ora, a parte dei rallentamenti sui server, è filato tutto senza intoppi - aggiunge Pasina -. Avremo un quadro più esaustivo tra un mese, quando il flusso delle fatture aumenta». Per adesso quello che emerge è soltanto il costo maggiore per gli artigiani (si stimano 150 euro in media all’anno) e una molta sproporzionata di lavoro per gli intermediari. «Ci vorrà almeno un anno per andare a regime - aggiunge il segretario Pasina - e per compensare i maggiori costi con la velocità di spedizione delle fatture». Resta però un giudizio sospeso su norme e deroghe: «L’esclusione di Livigno e dei forfettari sta creando più caos che vantaggi - aggiunge il referente della Confartigianato - ma se la fatturazione elettronica è stata dipinta come un vantaggio, perché dei soggetti devono essere esonerati?».

E alla Confartigianato di Sondrio fa eco la Confindustria Lecco Sondrio, che impegnata sul fronte della consulenza continua alle proprie associate in questo passaggio epocale, non manca di sottolineare tramite il suo direttore generale, Giulio Sirtori, che «stiamo tenendo la situazione sotto osservazione. Dobbiamo però dire che, se il fine è quello della semplificazione, è evidente che si semplificano le operazioni di controllo e non certo la vita delle aziende. Come spesso capita nel nostro Paese, è infatti alle imprese che vanno gli oneri, anche pesanti in termini di tempo e di budget, per adeguarsi alle nuove procedure».


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