Mercoledì 18 Giugno 2014

Ente camerale,

duro colpo ai progetti

Il presidente della Camera di commercio Emanuele Bertolini, il vice Marino Del Curto e il segretario generale Marco Bonat

Le risorse sono state ridotte del 50%, ma per i progetti c’è la concreta ipotesi di un taglio ancora di più rilevante. E non solo per il prossimo anno: sono in bilico anche i percorsi presentati per il 2014. La Camera di commercio low cost che tanto piace al premier Matteo Renzi rischia di essere più che dimezzata rispetto a quanto previsto.

Il Governo, come sottolineano con preoccupazione i vertici dell’ente camerale di via Piazzi, ha fatto un decreto retroattivo, che si riferisce all’introito della Camera sul bilancio del 2014. Questo determina, per la sede di Sondrio, delle conseguenze molto rilevanti. Verrà meno la metà dei contributi, insomma, e quest’assenza comporta - da subito - una riduzione delle risorse per le aziende ancora più rilevante.

«Non ci si ferma soltanto alla perdita del 50% - premette il presidente Emanuele Bertolini -. Si va molto più in là. Con la metà dei fondi del diritto camerale, infatti, noi dobbiamo garantire innanzitutto la continuità del posto di lavoro ai nostri dipendenti, verso i quali abbiamo delle responsabilità. Solo dopo aver rispettato questa premessa si possono supportare i percorsi per le aziende. Da sempre sosteniamo che, attraverso le risorse di cui disponiamo, il nostro compito è cercare partnership con soggetti che condividono i nostri stessi obiettivi e percorsi. Avremo meno soldi da mettere in gioco. Questo significherà la riduzione a circa un terzo, rispetto al passato, della disponibilità complessiva».

Il mix di delusione e preoccupazione, nelle parole di Bertolini, è evidente. «Bisognerà difendere i progetti fondamentali e rinunciare ad alcuni altri, seppure importanti, puntando soprattutto su quelli che ci hanno permesso di condividere i percorsi con altri soggetti. A breve dovremo convocare un consiglio e andare a modificare i progetti sulla base delle disponibilità economiche. Iniziative che abbiamo promosso con convinzione, nella certezza della loro importanza per il tessuto socio-economico della provincia, dovranno essere rivalutate. Avevamo operato sulla base di una certa modalità di gestione perché era supportata da introiti ben definiti. Il taglio alle entrate impone un cambiamento. Tra le altre cose, vorrei sottolineare che in questi ultimi anni, nel bel mezzo della crisi, abbiamo investito tutte le risorse possibili per supportare l’economia locale e il territorio».

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