Enoteche, alle 18  stop alle vendite  «Ci discriminate»
Sono oltre 7mila le enoteche presenti in Italia

Enoteche, alle 18

stop alle vendite

«Ci discriminate»

ingiustificata disparità di trattamento nei confronti di negozi alimentari e supermercati

Niente vendita dopo le 18 nelle enoteche italiane, Coldiretti non ci sta. Parla di una «ingiustificata disparità di trattamento nei confronti di negozi alimentari e supermercati ai quali resta correttamente consentita la vendita dei vini» l’associazione di categoria per bocca del suo presidente Ettore Prandini.

«Occorre una coerente interpretazione dell’ultimo Dpcm – continua - per evitare di danneggiare un settore da primato del Made in Italy che vale oltre 11 miliardi all’anno. Fino al prossimo 5 marzo, infatti, l’acquisto di bevande alcoliche potrà essere effettuato anche dopo le 18 presso la grande distribuzione e altri esercizi di vicinato che non abbiano codici Ateco compresi nel divieto. Il settore del vino è già tra i più colpiti dagli effetti delle misure restrittive anti-Covid con la chiusura della ristorazione, dove viene commercializzato più della metà in valore delle bottiglie stappate in Italia».

Ma come stanno vivendo questa nuova limitazioni gli operatori sul territorio? «Voglio pensare ad un errore nell’inserimento dei codici Ateco, perché altrimenti non si spiega». Lo stupore, oltre all’amarezza, nelle parole di Sara Guglielmana, titolare dell’enoteca chiavennasca La Specola. Come tutti alle prese con la norma che, di fatto, equipara le enoteche ai bar impedendo la vendita dopo le 18. «Niente ci vieta di rimanere aperti – spiega –, ma non possiamo servire i clienti. Per assurdo possiamo vendere, applicare lo scontrino sul prodotto e poi consegnarlo a casa al cliente. Farlo uscire con la merce no. Con tutta evidenza la norma è stata introdotta per evitare fenomeni di movida fuori dai locali, ma non ha senso. Le enoteche con mescita del prodotto in Italia sono poche e nessuno si mette a stappare bottiglie fuori dagli esercizi. Teniamo presente, poi, che nella norma non c’è nessun provvedimento analogo per i normali esercizi commerciali di alimentari. Quindi se qualcuno volesse comprare alcool dopo le 18 avrebbe tutte le possibilità per farlo».

Il timore

Per ora ci si attiene alle regole, ovviamente, ma con una preoccupazione molto forte: «Il provvedimento – conclude Guglielmana - attualmente è valido fino al 5 marzo. Un tempo molto lungo. Rischiamo di cambiare in modo definitivo le abitudini dei consumatori. Per il momento le nostre associazioni di categoria stanno cercando di far cambiare orientamento al Governo. Vediamo se riusciranno ad ottenere qualcosa».

E intanto sul web chiunque può comprare alcolici.


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