Giovedì 28 Agosto 2014

«Energia? In Valle

il danno e la beffa»

Fausto Moreschi all’interno del suo laboratorio L’imprenditore mostra la bolletta da 9.702 euro relativa al mese di luglio

«Non bastano le dighe come contributo alla produzione di energia con fonti rinnovabili? Spendo quasi 30mila euro all’anno per questa voce e non so dove finiscono questi soldi».

La protesta di Fausto Moreschi, titolare del Centro bontà Moreschi di Pizzo a Prata Camportaccio, parte da una bolletta. Per un mese di energia, l’azienda ha pagato 9.700 euro. Sono tanti, ma non è soltanto questo il problema. Secondo Moreschi sono troppi, soprattutto per le voci che compongono la bolletta, senza dimenticare i disagi che si presentano in caso di pioggia, con l’interruzione frequente del servizio.

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La quota dell’energia, nella fattura relativa al mese di luglio, ammonta a circa 3.260 euro, poco più di un terzo della cifra finale. Poi ci sono molte altre voci: la più rilevante sono i 2.150 euro più Iva al 22% che vanno alla promozione della produzione da fonti rinnovabili. «Non ho niente in contrario a questo tipo di energia, ma non mi sembra corretto dovere pagare i vantaggi di altri, anche perché non conosciamo né lo spirito né le modalità di fare impresa di coloro che operano in questo settore. In un anno, senza fare conteggi troppo approfonditi, sono 30mila euro. Più o meno il costo di due apprendisti ai quali potrei offrire un’occupazione, se solo non ci fossero queste spese ingiuste e misteriose».

170 euro - moltiplicato per dodici fanno circa 2.000 euro all’anno - sono destinati alla copertura delle agevolazioni alle aziende energivore. «La voce Ae è comparsa quest’anno, un periodo in cui la crisi è sotto gli occhi di tutti. Noi resistiamo, le ore di lavoro non si contano più. Non delocalizziamo, non giochiamo con la finanza, siamo l’economia reale, quella che resiste, che tutti i mesi paga i salari ai dipendenti, 25 nel nostro caso. Per quale motivo dobbiamo pagare per società di cui non abbiamo né informazioni, né garanzie sul legame con il territorio e nemmeno con il Paese?». 3 euro al mese Iva inclusa, intanto, vanno alla ricerca e sviluppo. Un altro segnale decisamente cattivo.

Dalle vetrate di Moreschi si vedono gli elettrodotti e basta alzare lo sguardo per scorgere il muro della diga del Truzzo. «Il contributo delle aziende valtellinesi e valchiavennasche alla produzione delle energie rinnovabili è evidente: questa presenza caratterizza l’ambiente e condiziona il paesaggio. Possiamo dire che è già un bel contributo. Bisognerebbe valutare la possibilità di tenere conto di questa presenza, quando si fanno i conti per la bolletta. La politica locale, quando lo Stato ci impone questi costi, si dovrebbe fare sentire».

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