Edilizia, sono in calo le ore di attività
Da sinistra Guglielmo Zamboni, Dario Boni, Enrico Samarini e Roberto Caruso alla riunione promossa dalla Cgil lunedì a Forcola (Foto by sandonini)

Edilizia, sono in calo le ore di attività

In diminuzione il totale delle aziende, il numero degli operai invece è rimasto stabile nel 2017, circa 3.210. Alla riunione della Fillea sotto la lente anche i permessi non retribuiti: «Potrebbero nascondere ore di “cassa”».

Il numero degli operai è rimasto stabile nel 2017, ma negli ultimi mesi si assiste a un calo delle ore di attività denunciate e il totale delle aziende è in calo. Non mancano nuove preoccupazioni nell’analisi dei dati della Cassa edile di Sondrio, che sono stati al centro della discussione promossa lunedì a Forcola dalla Cgil in occasione di una riunione della Fillea.

A pochi giorni dall’appello formulato dall’Associazione dei costruttori edili, che ha chiesto non solo risorse, ma anche meno burocrazia per rilanciare le costruzioni e una parte importante dell’economia del Paese, prende la parola il sindacato sul fronte delle costruzioni. «Nel 2017 il numero totale degli operai è rimasto sostanzialmente identico rispetto all’anno precedente, circa 3210», ha sottolineato Roberto Caruso, segretario uscente della Fillea. Per quanto riguarda la media mensile, nel 2017 ammontava a 2251. Nel 2016 erano 2184, nel 2014 circa cento in più: 2282.

Le ore denunciate sono state 4.504.000 nell’esercizio 2017: circa 100mila in più dell’anno precedente. Nel primo trimestre dell’esercizio 2018 (che in edilizia inizia a ottobre) si registra però un calo del 4% rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda la massa salariale, l’esercizio 2017 ha superato i 39,5 milioni di euro, con un aumento di oltre un milione rispetto all’anno precedente e di oltre due rispetto al 2014.

«Negli ultimi anni si è registrato un saldo positivo, con la chiara influenza del cantiere della strada a Morbegno, visto che tutte le aziende hanno iscritto i propri dipendenti alla Cassa edile di Sondrio. Oltre a queste cifre, sono significative quelle recenti della massa salari, che cala nel primo trimestre dell’ultimo esercizio dell’1,5%». Per quanto riguarda le imprese, nell’esercizio 2017 erano presenti 573 aziende, 26 in meno rispetto all’anno precedente e ben 77 rispetto al 2014, quando erano 650. Un’altra tematica al centro dell’attenzione è stata quella dei permessi non retribuiti, una dinamica che in tutta Italia è fonte di riflessioni da parte delle organizzazioni sindacali, perché potrebbe nascondere «in qualche caso ore di cassa integrazione non retribuite». Ma la Fillea si concentra anche sulla denuncia di cantiere varata dodici mesi fa. «Uno strumento che obbliga da un anno a inserire informazioni sui cantieri in un portale per garantire la gestione della denuncia del cantiere - ha aggiunto Caruso -. A fine mese faremo il primo bilancio annuale».

E parlando di bilanci, è il periodo giusto per analizzare la situazione del cantiere di Morbegno. Fino alle scorse settimane se n’è discusso per i posti di lavoro che inevitabilmente svaniscono in vista del taglio del nastro, ora l’argomento al centro dell’attenzione sono i salari di venti lavoratori della Ergon che non sono arrivati. «Per noi è insopportabile che ci siano 20 operai senza stipendio da due mesi mentre il resto del cantiere viaggia regolarmente. Non ha senso, anche perché stiamo parlando di un’opera da centinaia di milioni di euro e di imprese dello stesso gruppo. Questa è una situazione kafkiana. Abbiamo chiesto un incontro alle imprese e all’Anas, ma non ci ha risposto nessuno».

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