Ecotassa, timori e rischio mazzata
Timori per i riflessi che potrà avere sul mercato dell’auto l’ecotassa

Ecotassa, timori e rischio mazzata

Federauto: «Si creano pericolose tensioni su un mercato che già non naviga in acque tranquille». E intanto l’Area B a Milano preoccupa i trasportatori: «Servono incentivi per il rinnovo del parco veicoli».

Area B a Milano ed ecotassa (ma anche ecobonus). Per il settore della mobilità, dal commercio di autoveicoli al trasporto di persone, è un periodo di novità rilevanti sia a livello nazionale, con i provvedimenti promossi dal governo, sia in Lombardia per le aziende valtellinesi che lavorano nel capoluogo. E in entrambi i casi non mancano le preoccupazioni.

La tanto temuta introduzione dell’ecotassa non piace ai concessionari. Se a livello locale non emergono, finora, osservazioni, anche perché non ci sono ancora dati relativi a eventuali modifiche nelle immatricolazioni, da Roma Federauto, la Federazione italiana dei concessionari auto, parla chiaro. «Andare a tassare le vendite di veicoli nuovi che soddisfano le più rigorose normative sulle emissioni, sulla base tra l’altro di un “climalterante” e non di un inquinante, quale è la CO2, è inadeguato».

L’introduzione dell’ecotassa e dell’ecobonus non risolvono, sempre per i concessionari, «certamente il problema dell’aria malsana delle nostre città e non contribuisce allo svecchiamento del parco circolante, mentre crea pericolose tensioni su un mercato che già non naviga in acque tranquille».

Intanto a Milano l’introduzione dell’Area B - una zona a traffico limitato con divieto di accesso e circolazione per i veicoli più inquinanti (ad esempio Euro 0 benzina ed Euro 0, 1, 2, 3 diesel senza Fap) oltre a quelli con lunghezza superiore ai 12 metri che trasportano merci – crea delle preoccupazioni alle imprese valtellinesi.

«Per i piccoli artigiani che non hanno veicoli recenti e lavorano a Milano è una problematica rilevante – sottolinea il presidente dei trasportatori di Confartigianato Sondrio Mattia Dal Cason -. Mi riferisco ad esempio a piccole società di manutentori ed installatori di impianti». Non è una questione economica, ma di accesso: il transito, ove consentito, non è infatti soggetto a pagamento. Anche le aziende che si occupano del trasporto di persone devono fare i conti con questa novità promossa dal Comune di Milano.

Ma come rileva Daniele Gavazzi, vicepresidente della Categoria Autotrasporto Confartigianato Imprese Sondrio, l’impatto è più o meno rilevante a seconda delle singole aziende. «Sul piano del rispetto dell’ambiente questo tipo di impostazione può essere ritenuta positiva. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dalla necessità di poter contare su incentivi o contributi per il rinnovo del parco veicoli da parte delle istituzioni».

Tornando all’Area B, il calendario per il futuro, però, fa sorgere qualche preoccupazione. «Possiamo citare l’esempio dei veicoli Euro 5 diesel che non potranno più circolare dall’ottobre 2022 e degli Euro 6 A-B-C acquistati dopo 31.12.2018 che saranno bloccati dall’ottobre 2025». L’Area B (che non prevede pedaggi) si somma all’Area C che, per alcuni mezzi, richiede il pagamento di ben 100 euro.


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