Dogane e Agenzia Entrate: «Così è impossibile lottare contro l’evasione»
In Lombardia alla fine del 2020 ci saranno 750 dipendenti in meno

Dogane e Agenzia Entrate: «Così è impossibile lottare contro l’evasione»

Fisco Day, alta adesione a Sondrio alla protesta dei dipendenti: «Carenze di personale e organizzative».

Giovedì hanno chiuso gli uffici per due ore e si sono riuniti in assemblea. E adesso lo dicono chiaramente: la situazione è insostenibile. Il “Fisco Day” promosso dai dipendenti lavoratori dell’Agenzia delle Entrate e delle Dogane della Lombardia ha determinato la chiusura degli sportelli, con notevoli disagi per l’utenza.

In provincia di Sondrio l’iniziativa lanciata da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa ed Fpl ha raccolto una notevole adesione fra i circa 160 lavoratori coinvolti.

I sindacati denunciano «lo sconcertante disinteresse e disattenzione della politica e l’assenza di una visione strategica della dirigenza dell’Agenzia delle Entrate per l’attuale situazione in cui versano gli uffici, che si riflette negativamente sul quotidiano lavorativo del personale». Le criticità sono tante e tutte rilevanti. «L’assenza del direttore dell’Agenzia e del Comitato di gestione si traducono in una profonda incertezza operativa che non consente agli uffici e al personale di agire in modo efficiente, con mancanza di interlocutori certi indispensabili per affrontare la complessità e le esigenze di una moderna macchina fiscale», spiegano i sindacalisti. Una macchina che, sottolineano, «appare sempre più con le ruote sgonfie».

E non è finita. A livello lombardo alla fine del 2020 ci saranno ben 750 dipendenti in meno e solo all’inizio dell’anno prossimo dovrebbero entrarne in servizio 120. A Sondrio all’Agenzia delle Entrate ci sono stati 15 pensionamenti negli ultimi sei mesi e nel 2020 se ne osserveranno altri sei. Ma non solo. «Le figure intermedie, i capi team e vari altri profili sono decadute alla fine dello scorso anno. Sarà necessaria una nuova procedura per remunerare questi incarichi».

Tutte queste carenze si traducono secondo i sindacalisti «in profondi limiti e difficoltà nel dare risposte puntuali alle richieste dei contribuenti, che giustamente si rivolgono agli uffici per avere indicazioni su norme e procedure di competenza dell’Agenzia». Senza dimenticare i carichi di lavoro che vengono definiti insostenibili e «la concreta impossibilità di realizzare una seria lotta all’evasione fiscale, indispensabile per avere le risorse necessarie per garantire i servizi necessari a tutti i cittadini quali sanità, formazione, sicurezza e ricerca». Pur in questo quadro preoccupante il personale, con sempre maggiori difficoltà, «continua a raggiungere gli obiettivi individuati dalla politica e dalla direzione dell’Agenzia».

Ora l’obiettivo è ottenere risorse certe per il salario accessorio, avviare un processo significativo di assunzione di personale e stabilire percorsi certi e costanti per lo sviluppo di carriera e professionale, accompagnati da un costante e deciso impegno per la formazione. Ma anche ridefinire gli attuali budget costruiti senza considerare la progressiva diminuzione dei dipendenti, per continuare a garantire la qualità del servizio. E poi c’è la burocrazia: «Servono interventi sia sulle leggi, sia sulle procedure, per avere una reale semplificazione della normativa fiscale, che consentano anche un’efficace e trasparente lotta all’evasione per ottenere significativi progressi nella riduzione del carico fiscale con una maggiore equità». Il 6 febbraio ci saranno altre iniziative a livello nazionale, attraverso un presidio presso il Ministero della Economia e delle Finanze, e regionale con un presidio presso la Prefettura di Milano.


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