Decreto crescita, Artigiani in allarme
L’allarme è stato formulato dopo che sono stati analizzati i dati legati ai bonus fiscali e sono stati messi a confronto con le ultime disposizioni contenute nel decreto

Decreto crescita, Artigiani in allarme

Sondrio, l’analisi della categoria: «Lo sconto immediato favorisce i grandi e penalizza le micro e piccole imprese». Analizzati i numeri legati ai bonus fiscali - In Valle le aziende operanti nell’edilizia coinvolgono fino a 7mila addetti.

«Lo sconto immediato del Decreto crescita favorisce i grandi e penalizza le micro e piccole imprese». Ecco l’allarme della categoria edilizia di Confartigianato imprese Sondrio. È stato formulato dopo che sono stati analizzati i dati legati ai bonus fiscali e sono stati messi a confronto con le ultime disposizioni contenute nel decreto. Norme che, secondo gli artigiani, «introducono forti distorsioni della concorrenza a danno di mezzo milione di micro e piccole imprese operanti nel settore».

In provincia di Sondrio le piccole imprese del comparto artigiano che operano nel settore dell’edilizia sono circa 1800 e danno lavoro a circa 4000 addetti. Se gli aggiungiamo impiantisti (600 circa) e i serramentisti (400 circa) il quadro totale delle imprese del comparto casa arriva a 2800 aziende circa e oltre 7000 addetti (tra dipendenti e indipendenti).

Su questo rilevante mercato il provvedimento ha introdotto una nuova e aggiuntiva modalità di utilizzo delle agevolazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica e consolidamento antisismico, data dal riconoscimento al beneficiario da parte dell’impresa fornitrice di uno sconto immediato, in misura corrispondente alla detrazione fiscale, applicato sull’importo dell’intervento. Tale sconto sarà rimborsato all’impresa sotto forma di credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo.

Partendo da questo ultimo provvedimento Anaepa-Confartigianato Edilizia Sondrio ha analizzato gli effetti su un’impresa tipo di cinque addetti nel settore delle costruzioni. Si tratta di un’azienda che rientra nella classe di addetti - tra 2 e 9 - più numerosa del settore, nella quale si colloca il 42,5% di quelli del comparto. Sulla base dei dati sulla struttura delle imprese dell’Istat, l’impresa in esame ha un fatturato di 403 mila euro.

Tenuto conto della redditività media della classe di volume d’affari dell’impresa-tipo desumibile dalle statistiche fiscali del Mef sulle imprese persone fisiche, si sono messi a confronto nell’arco di un quinquennio l’importo da scontare alla clientela e gli importi relativi a imposte dirette, indirette e contributi che possono essere compensati. «Nel caso in cui ristrutturazioni e interventi per efficienza energetica pesano per il 50% del fatturato dell’impresa si evidenziando che la norma, dal quarto anno, mette fuori mercato la nostra impresa tipo - spiega Paolo Panizza, presidente di Anaepa-Confartigianato Edilizia Sondrio -. Tra Irpef sul reddito del titolare, le ritenute versate per i dipendenti, i contributi previdenziali del titolare e dei dipendenti, l’Irap e i versamenti Iva sono versati all’Erario oltre 70 mila euro all’anno».

Secondo gli artigiani nei primi tre anni lo sconto praticato ai clienti è inferiore alle somme versate all’Erario, consentendone il completo recupero da parte dell’impresa. Già dal quarto anno, però, questa condizione non si avvera e l’impresa è costretta, per quell’anno, a rinunciare all’86,9% degli interventi incentivati. Poi nel quinto anno la rinuncia per incapienza è totale.

Nell’arco dell’intero quinquennio la riduzione del fatturato sul segmento interessato dalle detrazioni fiscali è del 37,4%. Il risultato della simulazione rende evidente – secondo Anaepa - come rilevanti segmenti di mercato oggi presidiati delle micro e piccole imprese «fluirebbero con estrema facilità verso società di grande dimensione, che presentano rilevanti importi di pagamenti nei confronti dell’erario e dotate di una adeguata capacità finanziaria per far fronte allo sconto in fattura».

In questa prospettiva si concretizza il paradosso di norme nominalmente orientate alla crescita che, invece di sostenere le piccole imprese rischiano di generare ulteriori spazi di rendita di posizione a grandi imprese pubbliche. «Sosteniamo fermamente il no deciso allo sconto sulle fatture per gli interventi relativi all’ecobonus e al sismabonus», afferma il presidente di Confartigianato Gionni Gritti.n 
Stefano Barbusca


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