Debutta il “Prodotto di montagna”
Il logo presentato ieri (Foto by foto Gianatti)

Debutta il “Prodotto di montagna”

Sondrio, presentato il marchio nazionale «per dare maggiore riconoscibilità agli alimenti trasformati di qualità». Il ministro Martina: «Valorizzerà al meglio il lavoro degli agricoltori». Si potrà affiancare alle “etichette” territoriali.

Debutta in Valtellina il nuovo marchio nazionale dedicato ai prodotti agricoli e agli alimenti che nascono in montagna, «per dare maggiore riconoscibilità e rendere ancor più distintive le produzioni montane di qualità». Così il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha presentato ieri a Sondrio il marchio “Prodotto di montagna”, che le aziende agricole e agroalimentari potranno utilizzare per materie prime e alimenti trasformati in montagna, secondo un «regime di qualità» che si potrà affiancare ai marchi territoriali. Obiettivo, valorizzare al meglio il lavoro degli agricoltori delle “terre alte”, «che va oltre l’aspetto economico, perché è presidio del paesaggio, dell’ambiente, della sicurezza contro il dissesto idrogeologico», ha sottolineato il ministro durante l’incontro nella sala Martinelli della Camera di commercio.

«All’agricoltura di montagna servono politiche specifiche - ha rimarcato nel suo saluto il presidente dell’ente camerale Emanuele Bertolini -, non abbiamo grandi numeri, ma particolarità importanti e registriamo un interesse significativo verso tanti elementi del nostro territorio, dai prodotti alimentari al turismo». Proprio a questa crescente attenzione del pubblico si rivolge il nuovo marchio, ha spiegato il ministro: «Diverse ricerche mostrano una disponibilità molto alta da parte dei consumatori a prendere in considerazione i prodotti delle aree montane - ha rimarcato Martina -, in un contesto in cui c’è una forte propensione a informarsi bene su quanto si acquista. Il marchio “Prodotto di montagna” prova ad enfatizzare questa disponibilità, creando un collegamento più forte fra produttore e cliente».

Il logo sarà promosso attraverso una campagna a livello nazionale e nasce come «un tassello di un lavoro complessivo con cui in questi anni abbiamo cercato di costruire una strategia di intervento per l’agricoltura montana, ricordando che parliamo del 17% delle imprese agricole italiane», ha sottolineato ancora il ministro. E sfruttare al meglio il logo sarà una sfida interessante per le aziende, ha sottolineato Fabio Perini di Confcooperative: «È un regime di qualità volontario, dovremo saperlo usare per portare al consumatore una lettura corretta di questi prodotti, far capire cosa significa comprare qualcosa che vale di più», ha rimarcato.

In Valle il mondo agricolo è pronto a raccogliere la sfida, ha sottolineato il presidente di Coldiretti Alberto Marsetti: «Avere un marchio che distingue le aree montane è importante - ha detto -, non perché siamo una nicchia da vedere come un simbolo, ma per evidenziare tutto ciò che sta intorno all’agricoltura di montagna. In questi anni tanti giovani si avvicinano al settore e questa rinascita arriva anche grazie alla progettualità di questi anni, incentrata su un’agricoltura multifunzionale».

E l’auspicio è che il nuovo logo contribuisca a tutelare e valorizzare le aziende agricole montane, ha sottolineato il presidente regionale di Coldiretti Ettore Prandini: «Sul mercato si iniziavano a vedere diciture che richiamano prodotti di montagna senza esserlo – ha rimarcato -, con una serie di distorsioni. Questo è un modo significativo di iniziare a raccontare un’agricoltura che ha una qualità intrinseca, l’aspettativa è che possa dare un ristoro economico superiore alle aziende. La chiarezza darà una redditività maggiore alle imprese».


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