Dato choc: cala la cassa integrazione
Il settore dell’edilizia resta in sofferenza anche in provincia di Sondrio

Dato choc: cala la cassa integrazione

Per la prima volta, dopo anni, si registra in Valtellina una flessione nell’ammortizzatore sociale Migliora anche la “straordinaria”. I Sindacati: «La crisi però non è ancora alle spalle e l’edilizia lo testimonia»

La cassa integrazione ordinaria scende del 35% rispetto al primo trimestre.

Dopo anni di aumento dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, il calo della cassa integrazione ordinaria in provincia di Sondrio è senza dubbio un risultato incoraggiante. Ma non basta per dire che la crisi è finita. Anche la “straordinaria” è in calo, si parla di oltre il 70%. «La situazione della cig è molto positiva - dicono dalla Cisl di Sondrio -. Ma i bilanci su nascita e chiusura delle aziende edili fanno segnare dati preoccupanti. Quattro anni fa questo settore aveva circa 4200 occupati, ora ce ne sono 3000».

«Più che ripresa, siamo di fronte a una mini ripresina: non è un +0,3% del Pil che fa passare definitivamente la crisi».Così Giovanni Maggi, presidente di Confindustria Lecco-Sondrio.

Per quanto riguarda la componente territoriale, secondo l’analisi della Cisl è molto critica la situazione dell’Alta Valtellina e serve un’approfondita riflessione sulle aree industriali.

Intanto si attende l’esito del bando per la vendita di Frisia, in programma per il 9 settembre. I posti a rischio – ormai non resta che la mobilità a livello di ammortizzatori – sono sedici. Il prezzo base di cessione è di 4.390.000 euro.

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