Creval, nel mirino fidi e finanziamenti dei precedenti Cda
L’assemblea del Creval è prevista a Milano martedì 30 aprile

Creval, nel mirino fidi e finanziamenti dei precedenti Cda

Nota informativa. Il punto approderà in assemblea: «In corso analisi dopo le contestazioni di alcuni soci. Evidenziate per due posizioni possibili irregolarità».

Un punto estremamente delicato, potenzialmente esplosivo, che sarà discusso in occasione dell’assemblea prevista martedì 30 aprile nella sede del centro direzionale di via Feltre a Milano. Dopo la rivoluzione al vertice, è arrivato il momento di passare al setaccio le operazioni passate. Al Credito Valtellinese, che da circa un mese ha un nuovo amministratore delegato, Luigi Lovaglio, ex Unicredit, si apre un fronte assai spinoso che riguarda la contestazione, fatta da «alcuni soci», riguardante l’erogazione passata di fidi e finanziamenti.

La nota informativa «sul decimo punto all’ordine del giorno» dell’assemblea, che si può leggere sul sito ufficiale del Creval, si rivolge agli azionisti informandoli che l’attuale consiglio di amministrazione sta analizzando alcune delibere assunte dai precedenti Cda che riguardano, appunto, «le contestazioni svolte da alcuni soci, anche nel corso dell’ultima assemblea del 12 ottobre 2018, e sulle possibili future azioni da intraprendere».

Nello specifico, il board in carica ha ritenuto «opportuno svolgere nuove approfondite analisi interne». Le contestazioni riguardano operazioni di concessione di fidi e finanziamenti, i cui effetti «sono coperti da rettifiche nelle scritture contabili della banca» (quindi eventuali irregolarità non avranno effetti contabili), erogati come detto dai precedenti consigli di amministrazione del Credito Valtellinese e di una sua controllata, «in apparente assenza di un’approfondita istruttoria».

Le analisi effettuate, contenute in un nuovo audit interno del marzo di quest’anno, «svolto anche con l’aiuto di legali esterni e già completato con riferimento ai finanziamenti relativi a due posizioni, hanno evidenziato possibili irregolarità nel processo creditizio e relative istruttorie, nonostante le operazioni da cui i finanziamenti traevano origine fossero state in precedenza oggetto di attenzione».

Ora il board sta proseguendo nelle valutazioni. Le altre posizioni dibattute durante l’assemblea del 12 ottobre 2018 sono oggi «oggetto di ulteriori e più approfondite indagini condotte sia mediante uno specifico audit interno sia con l’assistenza di legali esterni». Al termine delle valutazioni, la banca «valuterà le possibili future azioni da intraprendere, informandone i soci ai sensi di legge».

Secondo i dati Consob, il primo azionista oggi del Creval è l’hedge fund Altera Absolute Investments con il 7,07%, mentre Denis Dumont detiene il 5,784%, Algebris Uk il 5,286%, Hosking Partners il 5,057% e Credit Agricole il 5%. Nelle scorse settimane è avvenuto l’ultimo importante avvicendamento al vertice dell’istituto, che ha nei fondi internazionali una nuova potente leva. Mauro Selvetti ha rimesso le cariche (da dirigente e consigliere), cedendo il passo alla richiesta della banca di discontinuità. Al suo posto è andato Luigi Lovaglio, oggi capo azienda a tutti gli effetti, mentre alla presidenza è salito il vice presidente, Alessandro Trotter.


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