Creval, il socio Dumont: «Revocate il Cda»
L’assemblea dello scorso 27 aprile al polo fieristico di Morbegno

Creval, il socio Dumont: «Revocate il Cda»

Chiede la convocazione dell’assemblea degli azionisti per sostituire il consiglio di amministrazione. Nota della banca: la data sarà stabilita dai vertici «quanto prima» per assumere «le determinazioni di competenza».

Il socio franco-svizzero del Credito Valtellinese, Denis Dumont, accelera, alza la posta e chiede la convocazione di un’assemblea ordinaria per la revoca dell’attuale consiglio di amministrazione, proprio alla vigilia della seduta convocata per oggi per approvare la relazione semestrale. Non è un fulmine a ciel sereno per la banca valtellinese, poiché il cantiere della “governance” era stato aperto in occasione dell’assemblea dello scorso 27 aprile dallo stesso Dumont, titolare di oltre il 5% e primo socio privato della banca, che ha sottoscritto pro-quota l’aumento di capitale da 700 milioni della scorsa primavera.

Originario di Lione, il 58enne Dumont vive in Svizzera e ha fondato nel 1992 a Givors (Lione), la catena di supermercati Grand Frais, che fattura circa un miliardo in oltre 185 punti vendita. In aprile Dumont aveva sottolineato che la nuova compagine sociale dopo l’aumento di capitale, con la presenza dei fondi Hosking (5%), Algebris (5,28%), Steadfast Capital (8,55%) e del Crédit Agricole (5%), aveva bisogno di acquisire pari visibilità all’interno delle stanza dei bottoni.

«Sarebbe utile che al più presto la nuova compagine azionaria possa esprimere una propria rappresentanza senza creare discontinuità netta», aveva sottolineato l’avvocato Massimiliano Scrocchi nel suo intervento per conto di Denis Dumont. Il 2019, quando scadrà l’attuale board, «è prossimo, ma i tempi potrebbero non essere coerenti con l’accelerazione del riassetto di questo istituto e del sistema bancario nazionale», era il ragionamento.

Un richiamo che in assemblea era subito stato commentato dai vertici della banca. «Le riflessioni sono partite, il cantiere è stato aperto», aveva risposto, a stretto giro, il presidente dell’istituto Miro Fiordi. Ora Dumont rompe gli indugi, passa ai fatti e il Cda è pronto a riunirsi «quanto prima» per le «determinazioni di conseguenza», ma non oggi, quando i consiglieri si ritroveranno per esaminare la semestrale senza eccezioni per l’ordine del giorno. L’attuale consiglio sarebbe scaduto con l’assemblea del 2019, ma con l’accelerazione imposta da Dumont i tempi saranno necessariamente più stringenti. Sempre in tema di governance, Dumont aveva stigmatizzato il comportamento di alcuni consiglieri che «almeno apparentemente», in prossimità della chiusura dell’aumento di capitale, avevano ceduto i diritti o la propria partecipazione azionaria. «Non faccio nomi, auspico che facciano un passo indietro per il rispetto nei confronti dei soggetti che hanno impiegato risorse e nel rispetto degli azionisti che si sono visti diluiti», era la richiesta arrivata tramite l’avvocato Scrocchi.

Proprio ieri il Creval ha riorganizzato le attività di factoring con la fusione tra le controllate Più Factor e Claris Factor. Con la fusione nascerà una società prodotto, anch’essa al 100% controllata da Credito Valtellinese, dedicata all’attività di factoring e con un turnover atteso a circa più di 800 milioni di euro nel 2018 e un obiettivo superiore a 1,5 miliardi di euro al 2020, in linea con gli obiettivi previsti dal Piano Strategico 2018 – 2020. La nuova società prenderà il nome di Creval Più Factor. Il cda di Creval ha individuato in Stefano Zuccherato il nuovo direttore generale di Creval Più Factor post fusione, che ci si aspetta sarà efficace entro la fine dell’esercizio in corso.


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