Creval ha deciso:   è sfida agli ex vertici
Miro Fiordi e, sullo sfondo, Giovanni De Censi

Creval ha deciso:

è sfida agli ex vertici

Ok ad azione di responsabilità contro vecchi amministratori, sindaci e membri della direzione generale. Ma Fiordi rilancia: «Ora si apre l’opzione di un risarcimento danni ponendo la banca in una posizione di difficoltà»

L’assemblea del Credito Valtellinese, riunita ieri a Milano a porte chiuse, oltre ad approvare il bilancio ha lanciato ufficialmente il guanto di sfida.

Denis Dumont, azionista forte della banca di piazza Quadrivio, e gli altri soci dell’istituto danno il via libera all’azione di responsabilità nei confronti di ex amministratori - tra questi Giovanni De Censi e Miro Fiordi -, sindaci e membri della direzione generale della banca in carica nel periodo 2008-2016. Sotto la lente operazioni di erogazione del credito in violazione dei principi di «sana e prudente gestione».

«Da sempre ho grande fiducia nel lavoro degli organi giudiziari e, nel caso specifico, sono convinto che i giudici del Tribunale civile analizzeranno in maniera puntuale ogni aspetto», sottolinea l’ex presidente Miro Fiordi commentando la vicenda che riguarda il mobilificio Grattarola, nel Lecchese, fallito nel 2013 e finanziato dall’istituto che alla fine ha incassato un perdita complessiva di circa 8 milioni di euro.

Nell’assemblea dello scorso anno, la prima di Luigi Lovaglio da amministratore delegato, la banca indicò in una informativa che il Cda avrebbe valutato «possibili future azioni da intraprendere» su «possibili irregolarità nel processo creditizio e relative istruttorie» riguardo a operazioni di «concessione di fidi e finanziamenti poste in essere dai precedenti» board dell’istituto e di una sua controllata «in apparente assenza di una approfondita istruttoria». Il via libera dell’assemblea all’azione sugli ex manager chiude ora in parte il cerchio.

Il semaforo verde all’azione sociale di responsabilità è arrivato ieri con l’88,72% del capitale presente. Sotto lo sguardo del nuovo Cda sono finiti alcuni affidamenti concessi tra il 2008 e il 2012 a due società che in seguito sono entrate in crisi, generando una perdita di circa 8,4 milioni di euro: si tratta di Grattarola e Msv Holding.


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