Cresce il turismo oltre confine: edilizia in ripresa

Il sindacato Unia a Brusio ha reso noti i dati. Più pernottamenti in Alta Engadina e Valposchiavo. Numeri incoraggianti per i lavoratori italiani nei Grigioni.

Cresce il turismo oltre confine: edilizia in ripresa
Momento non facile per il settore edilizia oltre confine nel 2018 ma le prospettive sono buone
(Foto di archivio)

Segno più per il turismo, calo per l’edilizia. Ma le prospettive sono positive anche nelle costruzioni. L’iniziativa dedicata alla festa della donna dal sindacato Unia a Brusio in Valposchiavo è stata l’occasione giusta per promuovere un’analisi dei due principali settori nei quali sono occupati i frontalieri valchiavennaschi e valtellinesi. Si tratta, secondo le stime dei sindacati, di circa cinquemila persone, suddivise equamente fra costruzioni e alberghi più ristorazione.

Dai numeri del turismo dipendono le opportunità di lavoro per i lavoratori italiani occupati nei Grigioni e le statistiche più recenti sono incoraggianti. I pernottamenti alberghieri del 2018 in Alta Engadina sono stati 1.580.000, con una crescita di oltre 80mila rispetto al 2017. Si è tornati al di sopra dei dati del 2013 e rispetto al 2015 (l’anno del “franco fortissimo”) ci sono 160mila presenze in più. L’aumento ha riguardato anche la Valposchiavo, mentre in Bregaglia la situazione - che tiene conto anche della frana del Pizzo Cengalo - è stazionaria.

A livello cantonale, osserva il responsabile di Unia Arno Russi: «In gennaio rispetto allo stesso periodo del 2019 c’è stata una crescita dei pernottamenti di statunitensi, brasiliani, cinesi e indiani». Si tratta di un aspetto significativo, perché evidenzia l’attenzione ricevuta da mercati lontani geograficamente, ma molto significativi a livello di presenze e capacità di spesa dei clienti. Le conseguenze sull’occupazione sembrano positive. Basti pensare che nell’elenco dei posti di lavoro pubblicato dal collocamento di Samaden relative all’Engadina e alle vallate del Grigioni Italiano, ci sono attualmente circa trecento offerte, molte di più rispetto agli scorsi anni.

Nonostante una flessione del 7,1% rispetto al 2017, i ricavi nel settore delle costruzioni nei Grigioni per il 2018 hanno superato la soglia del miliardo di franchi. Tale soglia era stata oltrepassata nel 2011 e nel 2017, come sottolinea una nota degli Impresari costruttori grigioni.

La flessione registrata l’anno scorso è imputabile principalmente al calo nell’edilizia: qui i volumi sono calati del 18% a 270 milioni. Nel genio civile c’è stata una diminuzione del 2,6% a 568 milioni. Quest’ultima tendenza viene spiegata con fattori legati alla condizioni del tempo. Ma le prospettive sono incoraggianti.

«Nell’ultimo trimestre a livello confederale c’è stato un aumento molto importante degli ordini del genio civile pubblico, in linea con l’andamento cantonale - sottolinea Russi -. Questo mentre nel residenziale permane una lieve flessione. Cresce intanto il settore dell’edilizia non residenziale». La situazione è giudicata buona per quanto riguarda le riserve di lavoro, che a fine 2018 ammontavano a 361 milioni, in crescita del 18% su un anno.

In questo caso, specificano i costruttori, la cifra include anche quei lavori del genio civile che non è stato possibile eseguire nel quarto trimestre a causa dell’arrivo dell’inverno. Il numero degli occupati nel settore è rimasto stabile: sono 5.041 le persone che lavorano in questo campo nei Grigioni, ossia lo 0,9% in meno rispetto all’esercizio 2017, pari a 47 lavoratori. Si tratta perlopiù di persone a beneficio di un permesso di dimora di breve durata e altri stranieri.

Non è definibile, come noto da tempo, il numero esatto dei frontalieri. C’è anche un progetto Interreg per risolvere questo dubbio, ma per ora non sono giunte novità positive.

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