Corso meccanici nel 2020: «I nostri sforzi per ripartire»
Da sinistra: Andrea Lorenzini e Massimo Minnai

Corso meccanici nel 2020: «I nostri sforzi per ripartire»

Un esperto proveniente dal mondo del lavoro nel corso di meccanica al fianco dei docenti e giornate di orientamento mirato nelle aziende per promuovere i corsi professionali. Ecco la doppia risposta formulata, in sinergia, da Confartigianato e dalla dirigenza del Caurga. Una scuola definita di eccellenza per la parte alberghiera e per gli ebanisti, che però nel prossimo anno scolastico non avrà una prima classe per i meccanici. Al tavolo partito a Sondrio nell’Ufficio scolastico provinciale si affianca il percorso, decisamente concreto, costituito a Chiavenna. «Vogliamo mettere a disposizione della scuola, per il corso di meccanica, un tecnico con una profonda esperienza nel comparto, in grado di affiancare i docenti in laboratorio, ad esempio nell’utilizzo delle macchine a controllo numerico», ha spiegato Andrea Lorenzini, presidente della sezione chiavennasca di Confartigianato imprese Sondrio. Questo percorso ricorda quello introdotto nei decenni passati con i maestri del lavoro, ma in questo caso non si tratta di coinvolgere ex-imprenditori.

Ma la fase iniziale del progetto prevede di lavorare anche sull’orientamento. «Porteremo gli studenti di seconda media in alcune aziende, come era stato fatto negli anni precedenti, per consentire agli alunni di conoscere queste realtà e le opportunità occupazionali che offrono», ha aggiunto Lorenzini. Un approccio pragmatico, dunque, finalizzato a creare un’offerta sempre più di qualità e a illustrarla ai potenziali interessati e alle loro famiglie. «Perché in questo ambito il lavoro si trova: il Cud di un bravo tecnico può superare i 50mila euro all’anno», ha sottolineato il segretario di Confartigianato Imprese Sondrio Alberto Pasina. Nei laboratori del comparto metalmeccanico si trovano tecnici che operano tra le macchine con il tablet e connessioni alla banda ultra larga: esempi di smart manufacturing in grado di catturare l’interesse dei nativi digitali. «Ce la metteremo tutta per costituire una prima classe di meccanici nel 2020 e stiamo già coinvolgendo le scuole medie del territorio», ha assicurato il preside Massimo Minnai. «Ma se questo percorso non andrà a buon fine, saremo pronti a valutare l’ipotesi dei poli formativi d’eccellenza», ha aggiunto Lorenzini.

Lorenzini, sulla base delle valutazioni del dirigente scolastico, ha inoltre concentrato l’attenzione sulla necessità di analizzare la nascita di nuovi corsi sul territorio. «L’ultima scuola nata a Chiavenna è il liceo sportivo, che secondo qualcuno è importante avere e Chiavenna e quindi lo ha voluto fortemente - ha spiegato -. Secondo me prima di fare un’azione di questo tipo sarebbe stato necessario un confronto con il territorio, per capire se fosse una necessità vera, anche a fronte del numero di alunni presenti oggi e nel prossimo futuro. Basti pensare al calo demografico che condizionerà l’attività di altre scuole e alla necessità di orientare in modo adeguato le scelte dei ragazzi a tredici anni».


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