“Contribuenti recalcitranti”  Nuovo fronte anti evasione
Nuovo elemento di collaborazione tra i due Paesi verso l’obiettivo di una maggiore trasparenza fiscale

“Contribuenti recalcitranti”

Nuovo fronte anti evasione

Stavolta non si parla di voci in arrivo da Berna o dai convegni sindacali. Le novità vengono comunicate direttamente dal ministero dell’Economia e delle finanze e riguardano un altro passo in avanti verso la trasparenza fiscale. Insieme all’autorità competente svizzera - l’Amministrazione federale delle contribuzioni, il Mef ha concluso un accordo per rendere operativo lo scambio di informazioni a fini fiscali attraverso “richieste di gruppo”. Questa intesa rappresenta un ulteriore importante elemento di collaborazione tra i due Paesi verso l’obiettivo di una maggiore trasparenza fiscale.

L’Accordo riguarda i “contribuenti recalcitranti”, cioè i clienti italiani a cui è stata richiesta chiarezza dai propri istituti finanziari, ma hanno rifiutato di fornire adeguate rassicurazioni sulla regolarità dei fondi depositati nelle istituzioni finanziarie svizzere interessate. Fondi che potrebbero derivare da attività illecite, oppure essere semplicemente nascosti al fisco italiano anche se sono stati guadagnati onestamente.

E in questo caso non si escludono complicazioni per i frontalieri (o gli ex) che non hanno mai reso nota la presenza di quei soldi, che naturalmente sono stati messi da parte alzandosi all’alba e non con attività illecite. «Ma riteniamo quest’ultima ipotesi marginale – spiega dalla Cgil frontalieri Alessandro Tarpini -. Negli ultimi due anni la maggior parte delle situazioni dei lavoratori è stata sistemata”.

In tale rinnovato contesto, la recente riapertura dei termini della voluntary disclosure (il provvedimento che garantisce notevoli vantaggi) rappresenta un’importante opportunità per i contribuenti italiani che intendono regolarizzare la propria posizione fiscale con riguardo alle attività detenute all’estero in violazione delle norme fiscali. «Noi continuiamo a suggerire ai lavoratori di rispettare fino in fondo le leggi». Normative che, tra l’altro, hanno consentito di pagare un’aliquota fissa del 5%. Le richieste di gruppo generano elenchi nominativi in risposta, che potranno dare origine a ulteriori richieste di informazioni più dettagliate. Le autorità competenti dei due Paesi intendono continuare la proficua collaborazione per rendere operative le richieste di gruppo anche sui conti chiusi e quelli “sostanzialmente chiusi” di pertinenza di clienti italiani. L’iniziativa è in linea con l’evoluzione del quadro di cooperazione internazionale per la trasparenza fiscale, che include lo scambio automatico di informazioni finanziarie a fini fiscali. Lo scambio automatico consentirà all’Italia di ricevere in via continuativa, a partire da settembre 2017, le informazioni nominative su italiani con disponibilità finanziarie presso un ampio numero di paesi, compresi i maggiori centri finanziari.


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