Comotti e la “sua” Madesimo: «Puntare su sport e congressi»
Il direttore del Consorzio turistico Francesco Comotti: a maggio lascia

Comotti e la “sua” Madesimo: «Puntare su sport e congressi»

Sei anni di lavoro, tempo di bilanci per il direttore del Consorzio Turistico. «Consiglio a chi verrà dopo di me: delineare una strategia almeno triennale»

«Auguro a chi verrà dopo di me tutto il meglio, ma un consiglio voglio darlo: delineate una strategia e poi studiate la struttura per realizzarla. Altrimenti si rischia di fare pasticci e di perdere opportunità». A fine maggio se ne andrà, dopo la risoluzione anticipata consensuale del contratto che lo legava a Madesimo, e per il direttore del Consorzio turistico Francesco Comotti è arrivato il tempo dei bilanci di un’esperienza durata sei anni.

«Sono entrato ufficialmente in carica nel febbraio del 2012, ma il primo contatto con Madesimo l’ho avuto alcuni mesi prima. A settembre. Ho trovato un paese che aveva smarrito l’anima. Il marchio era sparito e l’attività sul territorio era ridottissima. Ad esempio non avevano nessun tipo di evento après ski. Immediatamente abbiamo cercato di dare più vivacità, per poi agire su un aspetto fondamentale: il brand. Abbiamo riportato il nome di Madesimo ad avere il ruolo che gli spetta con una caratterizzazione forte. Il branding è una delle risorse fondamentali del marketing».

La riorganizzazione dell’ufficio è stato il passo successivo: «Le cose positive fatte sono state molte altre - continua Comotti -. Penso al lavoro di co-marketing che ha portato a Madesimo nomi come Ricola, Porsche, Mercedes, Martini, Red Bull, Sony. All’impatto sui grandi media come Discovery Channel e i giornali a tiratura nazionale. Il tutto senza acquistare spazi pubblicitari, fino al lavoro di collaborazione avviato con la Valtellina e, dal punto di vista operativo, anche con Chiavenna. Abbiamo portato anche eventi importanti. Non posso non citare il concerto di Giovanni Allevi».

Non tutto, però, è andato per il verso giusto. Comotti non nasconde le difficoltà. «Credo che una parte del lavoro sia stata compresa poco dal territorio. Ad esempio lo strumento del portale per le prenotazioni non è stato sfruttato come si poteva. L’altro rammarico è quello legato all’agenzia per le affittanze delle seconde case Halldis, le cui potenzialità forse non sono state comprese appieno. Tanto è vero che la multinazionale sta raccogliendo più consensi nel fondovalle chiavennasco».

«L’ultimo aspetto critico - aggiunge - è stato il fatto che molti non hanno aderito al Consorzio, e questo è legittimo. Meno che, chi ha aderito ,poi non abbia pagato le sue quote. Questo ha fatto male a tutta la località. I risultati sono comunque lusinghieri. A fronte di un mercato italiano completamente inchiodato e al gravissimo problema del mancato completamento degli alberghi Torre e Cascata, tra il 2011 e il 2014 abbiamo fatto registrare un 42% in più di presenze straniere».

Per il futuro bisogna puntare sulla pianificazione, secondo Comotti: «Bisogna delineare una strategia, almeno triennale. Ad esempio presto sarà pronto il polifunzionale. Bisogna cominciare a venderlo sul fronte del turismo congressuale e di quello sportivo».


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