«Codice appalti, ci hanno preso in giro»  Dai Costruttori duro attacco al Governo
Il presidente di Ance Lecco Sondrio, Sergio Piazza

«Codice appalti, ci hanno preso in giro»

Dai Costruttori duro attacco al Governo

Dl sblocca cantieri, il presidente Piazza (Ance Lecco e Sondrio) contro le modifiche introdotte. «Nel decreto mancano i contenuti e la maggior parte delle richieste non sono state accolte».

«Abbiamo chiesto un atto di coraggio per sbloccare l’Italia, ma dalle bozze uscite finora questa volontà di cambiare pagina con regole chiare e procedure veloci e trasparenti non emerge». È dura la nota del presidente nazionale di Ance, Gabriele Buia, sul dl sblocca cantieri. «Abbiamo chiesto di semplificare le procedure a monte e invece vediamo che si fa ricorso a commissari dotati di ampi poteri di deroga al Codice, al massimo ribasso senza l’obbligo dell’esclusione automatica dell’offerta anomala», aggiunge.

Dello stesso tenore i giudizi provenienti a livello locale dall’Associazione costruttori. «La montagna ha partorito il topolino - commenta il presidente di Ance Lecco Sondrio, Sergio Piazza -. Personalmente ritengo una assoluta presa in giro del nostro settore quanto accaduto a Palazzo Chigi, ben lontano sia nella forma che nei contenuti da quanto aveva lasciato prevedere il recente incontro che la delegazione nazionale di Ance aveva avuto con il presidente Giuseppe Conte, il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro alle infrastrutture Danilo Toninelli - continua Piazza -. In primo luogo cosa significa approvazione “salvo intese”? È come dire che non si è approvato nulla, perché il testo dovrà essere nuovamente esaminato. E ciò dopo mesi e mesi di incontri, discussioni e proclami sull’esigenza di sbloccare i cantieri e gli investimenti pubblici fermi al palo, oltre a metter mano in modo significativo a un Codice degli appalti che, in questi anni, non ha saputo in alcun modo favorire quel processo di ammodernamento e di messa in sicurezza del Paese che a più riprese non solo il nostro settore, ma il mondo delle imprese e le stesse amministrazioni locali, hanno richiesto».

In secondo luogo, evidenzia Piazza, «sono i contenuti a mancare in questo decreto. Di quanto richiesto dal mondo produttivo non vi è praticamente nulla. Manca un elenco delle opere da sbloccare e, più in generale, non è stata accolta la maggior parte delle richieste che come Ance avevamo richiesto in tema di appalti, a cominciare dal ritorno in auge del massimo ribasso, preferita all’offerta economicamente più vantaggiosa. Unici dati positivi, la semplificazione del subappalto, con l’eliminazione della terna che le imprese già oggi devono indicare in gara anche se sopravvive la soglia del 30%, e l’iter degli appalti per manutenzioni ordinarie e straordinarie, che potranno essere avviati sulla base del progetto definitivo e non esecutivo».

«Abbiamo proposto al Governo un pacchetto di norme efficaci che può sbloccare veramente i cantieri senza cedere nulla in fatto di trasparenza e legalità e invece ci sembra di capire che si sta scegliendo un’altra strada meno utile al settore e al Paese intero», prosegue il presidente dei costruttori. Secondo Buia, oltre alle norme sulle opere pubbliche è poi necessario approvare subito un pacchetto di misure urbanistiche, edilizie e fiscali per rilanciare la rigenerazione urbana. «Il vice premier Salvini le ha annunciate, ma finora non ce n’è traccia nei testi in circolazione», conclude Buia, che auspica che nelle prossime ore «ci sia spazio per migliorare le misure ed evitare di sprecare un’occasione importante come quella del decreto sbloccacantieri, che per primi noi abbiamo chiesto».


© RIPRODUZIONE RISERVATA