Cimice asiatica, due milioni di danni
In provincia di Sondrio sono stati colpiti particolarmente i meleti

Cimice asiatica, due milioni di danni

Il punto a Sondrio. Vertice in Prefettura con enti locali e associazioni di categoria. «Ci vuole lo stato di calamità». Preoccupa il ritardo nell’uso del parassita che può neutralizzare l’insetto. «Sospendere mutui e oneri».

Istituzioni in prima fila nel sostegno alla agricoltura, settore di traino per l’economia valtellinese. Ieri in Prefettura è stato convocata da Salvatore Pasquariello, prefetto di Sondrio, e su richiesta di Coldiretti una riunione per affrontare «l’emergenza cimice asiatica». L’incontro si teneva alla presenza dei rappresentanti dell’ente Provincia settore Agricoltura, dell’Azienda Tutela della salute della Montagna, con Ersaf, Ente Regionale per i servizi All’agricoltura e foreste, Fondazione Fojanini, Coldiretti, Confederazione italiana Agricoltura, Confagricoltura e alcune cooperative e aziende agricole.

L’emergenza cimice asiatica è ad una svolta cruciale, alle soglie ormai della stagione colturale 2020. «La diffusione di questo parassita – ha ribadito il prefetto – interessa tutto il territorio nazionale, sebbene i danni ad oggi siano particolarmente rilevanti nelle aree ortofrutticole orientali della Pianura padana, e per la nostra zona, soprattutto nella coltura del melo. Per la sola Regione Lombardia le stime relative ai danni per il 2019 ammontano a circa 32 milioni di euro con circa 8.500 produttori interessati e i cui campi sono stati colpiti, e due milioni di euro di danni riportati nel territorio della provincia di Sondrio. Con l’interessamento su lavorazione e indotto di circa un migliaio di addetti». Colpita la materia prima, colpito il lavoro.

«I rappresentanti delle organizzazioni dei produttori e delle aziende agricole presenti – ha proseguito nella sua dichiarazione il prefetto – hanno manifestato grandissima preoccupazione, per quanto sta accadendo alle loro colture e per il ritardo, da parte del ministero dell’Ambiente, nell’adozione del decreto di autorizzazione all’introduzione e al lancio, nelle regioni maggiormente colpite, del parassitoide Trissolcus japonicus. Un parassita capace di neutralizzare l’insetto stesso. Soluzione, quest’ultima, ritenuta la più adeguata come deterrente in combinazione con altri interventi». Nel corso dell’incontro è stata messa in evidenza a anche la necessità di intensificare la collaborazione scientifica tra Ersaf, ente regionale e Fondazione Fojanini, ente di ricerca provinciale, «anche confrontandosi con i tecnici delle aziende che operano nel settore».

Su questa linea è stato programmato, per marzo, un incontro a Sondrio con specialisti provenienti da altre regioni che già hanno avuto modo di occuparsi della problematica, «all’esito del quale verranno adottate apposite linee guida da attuarsi in questa provincia». Prefettura risoluta. E Coldiretti risulta. «Si deve diventare operativi, in tempi brevi e in tutta Italia – ha detto ieri il direttore di Coldiretti Sondrio Andrea Repossini – abbiamo chiesto incontro e sensibilità al Prefetto, stiamo sollecitando le istituzioni in tutta Italia, abbiamo un piano di intervento che chiediamo venga adottato su scala nazionale. Su tutto, il Ministero deve dare l’autorizzazione al lancio del parassitoide antagonista. La situazione è bloccata. Chiediamo anche – ha proseguito – la declamatoria dello stato di calamità, di delimitare le aree danneggiate. Sostegno alle imprese agricole con la sospensione tramite moratoria delle rate dei mutui, degli oneri contributivi, indennizzi a fondo perduto per i danni subiti e fondi mutualistici di entità importante».


© RIPRODUZIONE RISERVATA