Chiusura della Fro. L’appello ad Ardenno: «Aiutate chi è rimasto senza lavoro»

I sindacati: «L’auspicio è che il tessuto produttivo provinciale possa offrire delle nuove opportunità».

Chiusura della Fro. L’appello ad Ardenno: «Aiutate chi è rimasto senza lavoro»
L’ingresso della Fro

«Ci rivolgiamo agli imprenditori della Bassa Valle: abbiamo diciotto lavoratori, padri di famiglia che non hanno paura di sporcarsi le mani, e dal primo agosto sarebbero felici di tornare a lavorare».

Dopo il terzo incontro con la società Linconln Electric, la chiusura della Fro di Ardenno è una certezza e i sindacati rivolgono un appello all’imprenditoria locale. «L’auspicio è che il tessuto produttivo provinciale, soprattutto della zona di Morbegno, possa concretamente offrire nel breve nuove opportunità a questi operai, molti dei quali in età critica rispetto alla ricollocazione e con carichi familiari», spiegano Valter Rossi della Filctem-Cgil ed Emanuele Merazzi della Femca-Cisl, assistiti nella trattativa dai rispettivi delegati Michele Salini e Alberto Albertini.

Dopo il confronto con i rappresentanti della società - Salvatore Mannu, Mariella De Michiel e Antonio Palermo – ieri l’ipotesi di accordo è stata sottoposta al vaglio dei lavoratori che, riuniti in assemblea, lo hanno approvato a larghissima maggioranza. Nel merito quattro di loro matureranno il diritto alla pensione nel corso del 2018 e saranno quindi accompagnati alla quiescenza senza bisogno di particolari integrazioni. Per altri cinque dipendenti, che matureranno la pensione nel periodo compreso fra il 2020 e l’aprile 2022, si prevede un’integrazione economica che, oltre a comprendere l’importo necessario alla copertura dei contributi previdenziali utili all’accesso alla pensione, garantirà un reddito mensile minimo fino alla decorrenza della quiescenza. Per altri diciotto dipendenti, ancora lontani dalla pensione, che dovranno inevitabilmente trovare una nuova occupazione, si prevede un incentivo all’esodo. In particolare, per questi ultimi, ci sarà la possibilità, a richiesta, di ottenere un servizio di outplacement personalizzato. In questo caso va precisato che la relativa quota sarà a carico del lavoratore.

A prescindere dalla cessazione dei rapporti di lavoro, che avrà effetto in ogni caso dal 31 luglio 2018, per completare l’opera di dismissione degli impianti e garantire contestualmente la messa in sicurezza dello stabilimento, per quattro lavoratori la cessazione effettiva avverrà entro il 31 dicembre. Purtroppo è ben poca cosa rispetto alle difficoltà complessive che andranno affrontate nei prossimi mesi. Poi, dopo oltre cento anni di storia, i capannoni dell’azienda del settore chimico, specializzata nella realizzazione di prodotti per la saldatura, resterà vuoto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA