C’è un’altra cantina in Valchiavenna: con tante novità
La nuova cantina è stata presentata dal titolare Maurizio Herman (primo a sinistra), di Chiavenna

C’è un’altra cantina in Valchiavenna: con tante novità

Sulla strada verso Pianazzola Maurizio Herman coltiva il vitigno Piwi, una varietà resistente ai funghi che richiede meno ore di lavoro.

C’è una nuova cantina sulla strada che porta a Pianazzola.La cantina Hermau è stata presentata nei giorni scorsi dal titolare Maurizio Herman, di Chiavenna, nato nel 1970, con un’iniziativa che ha visto protagonisti produttori, sommelier, assaggiatori dell’Onav, rappresentanti della Fisar e appassionati provenienti da Italia e Svizzera.

Conoscenze, competenze, passione, coraggio. Spesso quando si stappa una bottiglia valtellinese si dice che nel bicchiere, oltre al vino, finisce tutto quello che c’è attorno al calice. Anche stavolta l’approccio dev’essere lo stesso. Perché la pendenza, la terra e il sole sono simili a quelli di Sondrio e dintorni, addirittura più elevati se ci si concentra sulla ripidità media del terreno. Ma stavolta la sfida imprenditoriale è partita da un appassionato viticoltore che ha scelto di vedersela con variabili ancor più innovative e per certi versi impegnative. «Il progetto di produzione di vino, che avevo iniziato da appassionato con il semplice obiettivo di creare un’etichetta, è evoluto fino a quando ho ricevuto la proposta di vendita di un rudere crollato sulla sponda di Pianazzola - racconta Herman -. Da lì è nata l’idea di creare una cantina in un versante così impervio e in una zona che secondo me è eccezionale».

L’evento che ha permesso di presentare la nuova attività è stato dedicato a “Le viti resistenti e i vini naturali della Lombardia”. Herman insieme ad alcuni colleghi di altre province Lombarde ha costituito l’associazione Piwi Lombardia - che fa parte di quella internazionale - e il primo appuntamento si è svolto proprio a Pianazzola. «Ho una conoscenza molto approfondita del vitigno Piwi, che ho scoperto all’estero, in Germania e Svizzera, e in Trentino-Alto Adige - spiega Herman -. Con questo termine intendiamo le varietà di vite resistenti ai funghi. Noi abbiamo zone con pendenze molto elevate, che ci portano ad andare sul mercato con prezzi proporzionali alle energie che si investono per la lavorazione dei terrazzamenti. Questi vitigni ci consentono di abbattere una parte delle ore di lavoro e di ridurre i passaggi rispetto ai vitigni tradizionali».

I vitigni impiantati da Herman sono Nebbiolo, Gewürztraminer, Pinot grigio e i Piwi. Herman, nella propria presentazione, si è soffermato su alcune varietà bianche e rosse di Piwi. «In Lombardia siamo a buon punto con la sperimentazione. In Austria, Germania, Svizzera e Trentino-Alto Adige si sono prodotti vini di alto livello. I benefici non riguardano solo la qualità. Questi vitigni, visto che necessitano di pochissimi trattamenti, possono essere impiantati anche in zone caratterizzate da notevoli flussi di persone». Ma come vengono recepiti dal mercato? «Ormai sugli scaffali troviamo sempre più vini standardizzati. Invece con questi vitigni che noi chiamiamo “superbio” la differenza è evidente». La produzione della cantina “Hermau” ammonta a circa duemila bottiglie all’anno. In futuro si arriverà a cinquemila. La struttura di Pianazzola comprende due camere, due appartamenti, una sala degustazione e un’area per la ristorazione.


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