C’è ottimismo sul Creval “Agricole”
Il 91,17% di Creval è stato acquisito da Crédit Agricole

C’è ottimismo sul Creval “Agricole”

Commenti positivi il giorno dopo l’acquisizione dell’istituto valtellinese da parte della banca francese. Scaramellini: «Ora stagione interessante». Della Vedova: «Soluzione migliore tra tutte quelle possibili»

«Valorizzazione del territorio attraverso la costruzione di relazioni durature con le comunità e sostegno all’economia reale». Sarà per queste premesse con cui Crédit Agricole Italia ha sottolineato l’acquisizione della quasi totalità del Credito valtellinese (91,17%), piuttosto che le parole del ceo, Giampiero Maioli, che ha evidenziato «il profondo radicamento nel territorio italiano» del Gruppo, piuttosto che l’esperienza positiva in altre aree di azione, a partire da Parma, fatto sta che l’esito finale dell’opa sull’istituto di credito valtellinese da parte dei francesi è salutata con un evidente ottimismo in provincia di Sondrio dove la vicenda ha tenuto molti con il fiato sospeso.

«La chiusura dell’operazione - dice il sindaco di Sondrio Marco Scaramellini - porta in Valtellina un istituto bancario di alto livello, che ha potenzialità notevoli e un profondo radicamento nel territorio italiano. Se alle dichiarazioni rilasciate del ceo Giampiero Maioli, ribadite a me personalmente in un recente colloquio, seguiranno fatti concreti, si aprirebbe una stagione interessante per il comparto economico locale. Io sono molto fiducioso. Ma per fare in modo che la collaborazione sia virtuosa, anche il nostro territorio dovrà esprimere progettualità concrete e di ampio respiro».

Una visione condivisa anche da Vittorio Quadrio, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Valtellina e Valchiavenna. «Intanto non posso che esprimere soddisfazione per l’esito positivo della vicenda - dice -. Poi, chiaramente, vedremo nei fatti come queste premesse si declineranno e avremo, immagino, confronti costruttivi con la nuova governance tra attori anche istituzionali del territorio, come i commercialisti che rappresento».

Fin dai primi passi dell’offerta pubblica di acquisto, quella che poi si è trasformata negli ultimi giorni in acquisizione era parsa agli osservatori più attenti come una delle soluzioni migliori per i dipendenti, gli azionisti e per la banca in generale in considerazione proprio della cultura aziendale che il gruppo francese porta con sé, la più consona dunque a una banca di tradizione popolare e di attenzione al territorio come quella del Credito valtellinese.

Un giudizio che Benedetto Della Vedova, il tiranese sottosegretario per gli Affari Esteri e la Cooperazione internazionale nel governo Draghi con una solida preparazione economica, conferma pur nel rammarico della mancata fusione tra i due istituti bancari locali di cui è sempre stato convinto sostenitore, in questo in perfetto accordo con Mauro Del Barba, deputato morbegnese di Italia Viva.

«Premesso che avrei preferito un altro film, continuando a pensare che se fosse stata seguita una logica cooperativa tra le due banche ex cooperative saremmo in una vicenda diversa - sostiene Della Vedova -, l’approdo del Creval dentro Crédit Agricole tra tutti quelli possibili, rispetto all’economia e alle dinamiche della provincia, è probabilmente il migliore per la valorizzazione della specificità e del cuore valtellinese dell’istituto. Siamo davanti a un modello di sviluppo che favorisce il territorio. Certo molto dipenderà dalla scelta del management, dal tipo di organizzazione, dei tempi - non credo e mi auguro che non saranno prese decisioni affrettate -, ma certo l’esito di questa opa per i residui azionisti retail è sicuramente soddisfacente. La banca è stata ben valorizzata».

Quanto ai rapporti tra l’istituto e il territorio in termini di sostegno all’economia locale Della Vedova è convinto che curarli sia nell’interesse della banca. «Ci saranno strumenti e potenzialità anche accresciute che la banca potrà mettere a disposizione del sistema economico valtellinese - sottolinea -. Ad esempio consentendo la crescita dimensionale delle aziende perché aziende più grandi significa poter creare posti di lavoro di qualità. Mi auguro che Maioli e colui che sceglierà per guidare più direttamente il Crédit Agricole in Valtellina mantenga anche un investimento di natura più complessiva, sociale, di presenza che le nostre banche hanno sempre garantito».


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